Ero sul mio balcone a Roma, caffè in mano, quell’odore forte che saliva dalla tazza calda. Era estate, aria umida, una macchina passa lenta in strada, romba bassa. Di fronte, appartamento del terzo piano, luce tamisée, tenda che si muove piano. Lui, Marco, il vicino single, torso nudo, sudato dopo palestra. Lo guardo, non distolgo gli occhi. Lui si gira, mi fissa. Sorriso storto, mano che scivola sul petto. Cuore mi batte forte, figa già bagnata.
Ogni sera stessa scena. Io in vestaglia leggera, apro un po’ le gambe, so che vede. Lui si tocca i pantaloni, cazzo che si gonfia. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, adrenalina pura. Paura che la vecchia del piano di sotto senta, ma eccitazione vince. Una notte, tenda sua aperta del tutto, lui con mano in mutande, pompa piano. Io mi infilo due dita nella figa, gemo piano, ‘Vieni qui, bastardo’. Lui capisce, fa cenno.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
Non resisto. Esco sul balcone comune, lui già lì, in boxer tesi. ‘Non ce la facevo più, Sofia’, sussurra rauco, mi afferra il culo. Bacio bagnato, lingue che si mangiano, odore di sudore maschile. ‘Shh, i vicini…’, dico, ma lui mi spinge contro la ringhiera, vestaglia giù, tette libere al vento. Succhia un capezzolo duro, morde piano, ‘La tua figa mi fa impazzire da settimane’. Mano sua tra le cosce, dita che entrano di botto, ‘Sei fradicia, troia’. Io gemo, ‘Fottimi, Marco, ora’.
L’Esplosione di Pene e Figa sul Balcone
Mi gira, pantaloni giù, cazzo enorme, venoso, cappella viola gonfia. Me lo struscia sul culo, ‘Ti sfondo’. Entra piano prima, figa che lo stringe, poi spinge forte, ‘Ahhh, sììì!’. Pum-pum, colpi secchi, palle che sbattono. Paura costante, luce accesa di fianco, se aprono vedono tutto. ‘Più forte, cazzo, non fermarti’, ansimo. Lui mi tappa il culo, rosso subito, ‘Prendilo tutto, puttana del palazzo’. Mi gira, gambe sulle sue spalle, mi lecca la figa prima, lingua dentro, succhia clitoride, vengo tremando, ‘Sto venendooo!’. Poi mi riperfori, missionario contro muro, cazzo che pulsa, ‘Ti riempio’. Sborra caldo dentro, preservativo no, rischio calcolato.
Gocce di sudore, respiri affannati, lui esce piano, sborra che cola. ‘Cazzo, incredibile’, ride piano. Ci rivestiamo veloci, bacio ultimo. Torno dentro, gambe molli, finestra sua chiude tenda. Ora ogni luce nel palazzo mi eccita, so che segreti bollenti ci sono. Il cortile non è più lo stesso, ogni vicino ha un’ombra sporca. Non vedo l’ora della prossima occhiata.