Ero lì, sul balcone, con la tazza di caffè fumante in mano. L’odore forte mi saliva nelle narici, mischiato all’aria umida della sera milanese. Una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano i muri. Di fronte, nell’appartamento illuminato fioco, lui. Marco, il vicino del piano di sopra. Single, sui 40, corpo da palestra. Si toglie la maglietta piano, muscoli che si tendono. Lo guardo, non riesco a staccare gli occhi. Il rideau suo si muove appena, come se sapesse.
Il cuore mi batte forte. Ogni sera è lo stesso gioco. Io qui, in vestaglia leggera, lui lì che si spoglia. I nostri sguardi si incrociano attraverso i balconi vicini. Sorride, malizioso. Io arrossisco, ma apro di più le gambe sulla sedia. Sento la fica che si bagna. È proibito, siamo in condominio, vicini di casa. Ma l’adrenalina… cazzo, mi fa impazzire. Ieri ho visto il suo cazzo duro in mano, mentre mi fissava. Mi sono toccata piano, gemendo basso. Lui ha accelerato, sborrando sul vetro. Porca troia.
Lo Sguardo Proibito dal Balcone
Stasera piove piano, gocce che picchiettano il pavimento. Esco lo stesso, vestaglia aperta sul seno nudo. Lui è lì, pantaloni abbassati, cazzo in erezione. Mi fa cenno col dito: vieni qui. Balconi attaccati, basta un salto. Ma no, busso piano alla sua porta bagnata. Apre subito, occhi famelici. “Sofia, finalmente… ti vedo da giorni, la tua fica mi chiama.” Mi tira dentro, ma lascia la porta socchiusa. Rischio? Un altro vicino potrebbe passare.
Mi strappa la vestaglia. “Cazzo, tette perfette, capezzoli duri.” Mi bacia il collo, mani sul culo. Io gemo: “Marco, e se ci vedono dalle finestre?” Ride: “Meglio, sei una troia esibizionista, no?” Mi spinge contro il vetro del balcone aperto. Fuori, luci accese negli altri appartamenti. Qualcuno potrebbe guardare. Mi infila due dita in fica, bagnata fradicia. “Senti come sgoccioli, puttana.” Lecca i miei succhi dalle dita, poi si inginocchia. Lingua sulla fica, vortica sul clitoride. Io urlo piano: “Oh sì, leccami tutta, cazzo!”
Sesso Selvaggio con il Rischio di Essere Visti
Mi alzo il culo, lo prendo in bocca. Cazzo grosso, vene gonfie, sapore salato. Lo succhio profondo, gola piena. “Brava, pompino da esperta,” ansima. Mi tira su, mi gira. “Ora ti fotto come una cagna.” Entra di colpo, fica piena al limite. Spinge forte, pacche sul culo. “Prendilo tutto, Sofia!” Io ansimo: “Più forte, rompi la fica!” Finestre aperte, gemiti che volano in cortile. Odo passi sulle scale, forse un vicino. Paura mista a eccitazione, vengo urlando, succhi che colano sulle cosce. Lui accelera: “Sto venendo, troia!” Sborra dentro, caldo, profondo. Tremiamo insieme.
Cadiamo sul divano, sudati, ansimanti. Fuori, la pioggia lava tutto. “È stato… incredibile,” sussurro. Lui ride piano: “Il nostro segreto, ma chissà chi ha guardato.” Mi bacia. Torno a casa piano, nuda sotto la vestaglia. Ora ogni luce accesa nel palazzo mi fa bagnare. Il condominio non è più lo stesso: segreti carnali ovunque. Domani? Lo rifacciamo, con più occhi addosso.