Ieri sera, ero sul balcone con il caffè in mano. L’odore forte mi riempiva le narici, mescolato all’aria fresca del tramonto. Erano le sei e mezza, luce arancione che calava piano. Di fronte, l’appartamento dei Rossi. La tenda bianca si muoveva appena, come mossa da un alito di vento. O da una mano.

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Mi sporgo un po’. Maria, la vicina di quarant’anni, mora con tette generose, apre la porta. Entra Paolo, il camionista del piano terra. Sorriso complice, le dà una pacca sul culo. Lei ride piano. Si chiudono dentro. Io resto lì, cuore che batte forte. Un’auto passa in strada, rombo basso che copre tutto.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Aspetto. La luce dentro è tamisée, lampada gialla sul tavolo. Sagome. Lui la spinge contro il muro? Non vedo bene, ma immagino. ‘Prendi la mia cazzo!’, sento biascicare attraverso il vetro. O me lo figuro? Musica jazz ovattata da loro. Esco Paolo dopo cinque minuti, pantaloni tesi, ghigno soddisfatto. Saluta con la mano.

Un altro entra. Marco, il tipo con la barba, vicino mio piano. Stesso copione. Io? Figa che pulsa già. Mano scendo piano nei pantaloncini larghi. Tocco il clitoride gonfio, umido. ‘Cazzo, che troia’, penso di Maria. E di me. Adrenalina pura, vicini ovunque.

Sento passi sul ballatoio. Luca, il moro del mio piano, balcone accanto. Mi fissa. ‘Che fai, bellezza? Spii?’ Occhi che bruciano. Io arrossisco, ma non smetto di toccarmi piano. ‘Niente… gatti.’ Bugia schifosa. Lui ride basso. ‘Ti eccita Maria che si fa fottere dai rutti i vicini, eh? L’ho vista anch’io.’

Prossimità proibita. Il suo sguardo mi trapassa. Sento l’odore del suo sudore misto a colonia. ‘Vuoi che ti mostri come si fa?’, sussurra. Tensione elettrica. Annuisco, balbetto ‘Sì… ma piano.’ Mi tira dentro casa, porta socchiusa sul balcone. Paura che qualcuno passi.

Il Sesso Intenso e il Rischio di Essere Visti

Luca mi bacia duro, lingua in bocca. Mani su tette, pizzica capezzoli. ‘Sei una puttana voyeur, bagnata fradicia.’ Sì, lo sono. Mi abbassa pantaloncini, dita in figa. ‘Cazzo, sgoccioli.’ Mi gira, culo fuori. Lecca il buco del culo, lingua bagnata. Geme. Io ansimo, ‘Metti il cazzo, dai!’

Tira fuori l’uccello duro, grosso. Sfrega sulla figa. ‘Dimmi quanto lo vuoi.’ ‘Tanto, scopami forte!’ Entra piano, poi spinge tutto. ‘Aaaah!’ Pienezza totale. Pompa ritmico, palle che sbattono. ‘Più forte, ma zitta, i vicini sentono.’ Paura eccita di più. Auto in strada, vicini che chiacchierano sotto.

‘Nel culo ora’, ordina. Lubrifica con saliva e mio succo. Entra piano nel buco stretto. Brucia dolce. ‘Oh sììì, spaciami il culo!’ Due buchi? No, solo lui, ma immagino Maria con due cazzi. ‘Prendilo tutto, troia!’ Vado in estasi. Mano sua su clitoride, mi fa squirtare piano sul pavimento.

‘Vado a sborrare!’ Geme. ‘Dentro, riempimi!’ Sento schizzi caldi nel culo. Trema contro di me. Crolliamo, sudati. Fuori, tenda di Maria si muove ancora. Un altro tipo?

Ci rivestiamo veloci. ‘Non dirlo a nessuno.’ Sorriso complice. ‘Il nostro segreto.’ Torno sul balcone, caffè freddo. Ora vedo la coproprietà diversa. Ogni tenda nasconde porci come noi. Luca mi fa l’occhiolino da lontano. Domani? Chissà. L’adrenalina non svanisce.

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