Ero sul balcone, tazza di caffè in mano, quel profumo forte che mi riempie le narici. Era tardi, le dieci passate, luce fioca nell’appartamento di fronte. Michele e Martino, i miei vicini del piano di sotto, rientravano ridendo. Li avevo notati da settimane, quei due belli tosti, operai con corpi muscolosi. Martino, con quegli occhi verdi, mi aveva già lanciato sguardi… beh, sai, di quelli che ti fanno bagnare.
Un’auto passa in strada, romba piano, io mi nascondo dietro il rideau che sbatte leggero. Loro entrano, lasciano la porta socchiusa. Attraverso la finestra vedo ombre muoversi. Cuore che batte forte. Mi appoggio al muro, figa già umida. Michele accende una lampada tamisée, arancione sul loro salotto. Martino si toglie la maglia, torace peloso, sudato dal lavoro. Si guardano, sorridono. Io trattengo il fiato. E se mi vedessero? L’idea mi eccita da morire.
Lo sguardo proibito dalla finestra
Martino alza lo sguardo, verso la mia finestra. I nostri occhi si incrociano. Cazzo, mi ha beccata. Invece di arrabbiarsi, fa un cenno, un sorriso malizioso. Mi fa segno di scendere? Io esito, ma la fiche pulsa. Butto giù il caffè, scendo le scale piano, cuore in gola. Busso piano alla loro porta. ‘Entra, vicina’, dice Martino con voce roca.
Dentro, aria calda, odore di uomo, birra e sudore. Michele è lì, pantaloni slacciati, cazzo mezzo duro che spunta. ‘Ti abbiamo vista, puttanella’, ride Michele. Non resisto. Mi tuffo su Martino, lo bacio famelico. Lingue che si intrecciano, mani ovunque. ‘Ti vogliamo da tempo’, mormora lui, palpandomi il culo.
Mi spogliano veloce. La mia fica rasata esposta, già fradicia. Loro due con cazzi enormi, venosi, duri come ferro. Michele mi spinge in ginocchio: ‘Succhia, troia’. Prendo il suo cazzo in bocca, grosso, salato. Martino dietro, mi lecca il culo, dita nella fica. Gemo forte, ‘Oh sì, leccami bene’. Paura che i vicini sentano, la signora del piano di sopra… ma frega un cazzo, l’eccitazione sale.
La scopata intensa senza freni
Martino mi alza, mi sbatte sul divano. ‘Apri le gambe’. Il suo cazzo mi entra di colpo, profondo, mi riempie. ‘Cazzo, che fica stretta!’, grugnisce. Pompa forte, palle che sbattono. Michele mi infila la sua in bocca, scopandomi la gola. Io soffoco di piacere, saliva che cola. Ruotano: ora Michele mi incula, lento poi selvaggio. ‘Prendilo tutto nel culo, puttana’. Brucia, ma godo, urlo. Martino mi piscia la fica con la lingua, poi mi monta a pecorina.
Sudore ovunque, corpi che sbattono. ‘Guardate se passa qualcuno’, ansimo io, eccitata dal rischio. Finestra aperta, rumori della strada. Michele mi sbatte il cazzo in fica mentre Martino me lo ficca in bocca. ‘Sborriamo dentro’, ringhia Martino. Primo lui, getti caldi nel mio culo, trema. Poi Michele nella fica, piena di sborra che cola. Io vengo urlando, dita sul clito, corpo scosso.
Cadiamo esausti, respiri pesanti. Odore di sesso ovunque. ‘Non dire niente’, sussurra Martino, baciandomi. Esco piano, gambe molli, sborra che mi scivola tra le cosce. Sul balcone, caffè freddo. Ora li guardo diverso, quei due. Ogni luce accesa, ogni sguardo… è un segreto carnale. La coproprietà non è più la stessa, pulsa di desideri nascosti. Non vedo l’ora della prossima volta.