Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempiva le narici. Sera d’estate a Roma, afosa, una macchina passa lenta in strada, romba piano. L’appartamento di fronte, luce gialla fioca, tenda che si muove appena. Marco, il vicino, 35 anni, muscoli tesi sotto la camicia aperta. Sudato, birra in mano. Mi vede. Io… esito, ma alzo la gonna un filo, lascio intravedere le mutandine. Lui sorride, occhi fissi. Il cuore mi batte forte, proibito, così vicino, un palazzo intero tra noi ma sembra niente.
Lui si appoggia alla ringhiera, pantaloni stretti sul pacco gonfio. Io mi mordo il labbro, passo una mano sul seno, capezzolo duro contro la canottiera sottile. ‘Cazzo, Sofia’, mormora, lo sento appena col vento. I suoi amici dentro, voci maschili, ridono. Gaspare e Luca, i soliti, birre e chiacchiere. Ma lui mi fissa, mano che scivola giù, strofina il cazzo sopra i jeans. Io apro le gambe, dita sulla figa umida attraverso il pizzo. ‘Vieni qui’, gli dico piano, voce tremante. Lui esita, guarda la porta, poi salta la bassa separazione tra balconi. Adrenalina pura, il quartiere dorme ma chissà chi guarda.
Lo sguardo proibito dal mio balcone
Entra in casa mia senza bussare, porta spalancata sul balcone. Mi afferra i capelli, bocca sulla mia, lingua invasiva. ‘Ti volevo da mesi, troia’, ringhia. Mi sbatte contro il muro, canottiera strappata, tette libere. Succhia un capezzolo duro, morde, io gemo forte. ‘Shh, i tuoi amici!’, sussurro eccitata. Ma lui ride, mano in mutande, dita nella figa bagnata. ‘Scorri come una fontana’. Mi gira, gonna alzata, mutande giù. Cazzo fuori, grosso, venoso, cappella viola gonfia. ‘Prendilo tutto’. Me lo sbatte dentro di colpo, figa piena, strette le pareti. Pompa duro, pacche sul culo, ‘Ahi!’, grido. Sudore cola, odore di sesso misto a caffè.
L’orgasmo esplosivo con il rischio di tutto
Mi spinge sul balcone, ringhiera fredda contro pancia. Mi scopa da dietro, cazzo che entra e esce, bagnato, schiocchi umidi. ‘Guarda, Sofia, il palazzo di fronte ci fissa’. Tenda mosso, luce accesa, forse Luca ci vede. Paura e eccitazione, gemo più forte, ‘Scopami, cazzo, più forte!’. Lui accelera, palle che sbattono sul clito, dita dentro il culo. ‘Vieni, puttana’. Orgasmò violento, figa pulsa, squirto sul pavimento. Lui grugnisce, spara dentro, sperma caldo che cola giù. Ansima, mi tiene ferma.
Ci ritirammo dentro, porte aperte, aria fresca. Caffè freddo ormai, corpi sudati appiccicati. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra, bacio ultimo. Lui torna di là, io chiudo tenda tremante. Ora ogni luce accesa mi fa fremere, quel segreto carnale ha cambiato tutto. Il quartiere non è più lo stesso, ogni vicino nasconde un diavolo. E io… voglio di più.