Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempiva le narici. Notte umida a Roma, quasi mezzanotte. Macchina che passa in strada, rombo basso. L’appartamento di fronte, luce gialla tamisée. Tenda mosca, si muove piano col vento.
Marco, il vicino single, alto e muscoloso. Lo vedo. Nudo sotto la doccia. Finestra aperta, vapore che sale. Mani che scorrono acqua sul petto, poi più giù. Il cazzo semi-duro, luccica sotto il getto. Io trattengo il fiato. Cuore che pompa.
Lo Sguardo dalla Finestra e il Desiderio che Sale
Alza gli occhi. Mi guarda. Non distoglie lo sguardo. Sorride? O è eccitazione? Io arrossisco, ma non mi muovo. Gambe che tremano. La mia fica già bagnata, mutande umide. Lui continua, strofina il cazzo, lo fa indurire. Lungo, spesso. Punta verso di me.
‘Porca puttana’, penso. Vicini da mesi, saluti secchi sulle scale. Ora questo. Prossimità che brucia. Paura che un altro condomino veda. Ma l’adrenalina… mi eccita da morire. Mi tocco piano, sotto la gonna. Dito che sfrega il clitoride gonfio.
Lui fa un cenno. Porta? No, indica la porta. Io esito. Brivido. ‘Vieni’, mima con la bocca. Acqua che schizza. Io annuisco, bevo l’ultimo sorso di caffè, freddo ormai.
Scendo le scale veloci, cuore in gola. Busso piano. Apre bagnato, solo asciugamano in vita. ‘Ti ho vista’, dice rauco. ‘E tu?’, rido nervosa. Mi tira dentro. Porta socchiusa, rischio.
Bacio feroce. Lingue che si intrecciano, sale d’acqua sulla pelle. Asciugamano cade. Cazzo duro contro la mia pancia. ‘Ti voglio scopare da tempo’, ansima. Mani sui miei tette, strizza i capezzoli. Io gemo, ‘Fallo, cazzo’.
La Scopata Intensa con il Brivido dell’Interdetto
Mi spinge contro il muro, gonna su, mutande strappate. Dita nella fica fradicia. ‘Sei una troia bagnata’. Tre dita dentro, pompa forte. Io urlo piano, ‘Sì, scopami ora’. Lui ride, ‘Piano, o ci sentono’.
Mi gira, mani sul vetro della finestra. Affaccio sul cortile. ‘Guarda, potremmo essere visti’. Cazzo che preme sulla fica. Entra di colpo, tutto dentro. ‘Ahhh!’, grido. Spinge selvaggio, palle che sbattono sul culo. ‘Prendilo tutto, puttana del vicinato’.
Io spingo indietro, fica che lo stringe. ‘Più forte, fammi venire’. Lui accelera, una mano sul clitoride, frota crudele. Suoni bagnati, schiocchi. Paura: luce accesa di lato, vicino che passeggia? Brivido doppio.
Vengo prima, spasmi violenti. ‘Sto venendo!’, urlo soffocato. Lui grugnisce, ‘Anch’io’. Sborra dentro, caldo, pieno. Colate giù per le cosce. Resta dentro, ansima sul mio collo.
Ci stacchiamo lenti. Doccia insieme, acqua che lava il sudore. Risate nervose. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. Io sorrido, ‘Il nostro segreto’.
Torno a casa, balcone vuoto ora. Tenda ferma. Ma ora ogni luce accesa mi fa fremere. La coproprietà? Un nido di desideri nascosti. Marco? Il mio amante proibito. Ogni sguardo sulle scale, scintilla. L’acqua della doccia… porta tracce di noi.