Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore amaro che mi riempiva il naso. Sera umida a Roma, una macchina passa lenta in strada, faro che illumina le tende. L’appartamento di fronte, luce gialla tamisata, tenda che si muove appena. Eva, la mia vicina, quella figa dominante con tette sode e culo perfetto. La vedo: ha una ragazza nuda, sospesa, mani legate al soffitto. Eva impugna una cravache, la agita piano. Colpisce un seno, la tipa geme piano, corpo che dondola.

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Mi fermo, cuore che batte. Non dovrei guardare, ma la figa mi pulsa già. Apro la vestaglia, aria fresca sui capezzoli duri. Eva passa al pube, colpo secco, la ragazza si contrae, ‘Grazie Maestra’, biascica. Cazzo, è una scena da film porno. Io? Mi tocco piano, dita sulla fessura bagnata, umida come mai. Il rischio, vicini ovunque, mi fa impazzire. Un’altra auto ronza, mi nascondo un attimo, ma continuo.

Lo Sguardo Rubato e il Fuoco che Sale

Eva ora sulle cosce, segni rossi che spuntano. La ragazza allarga le gambe, figa esposta, Eva la sfiora col cuoio. Io infilo un dito dentro, gemo piano, caffè dimenticato. Sento un rumore accanto: Marco, il vicino single, sul suo balcone. Mi fissa, occhi lussuriosi. Sorrido, tiro su la vestaglia, mostro la figa rasata luccicante. Lui si slaccia i pantaloni, cazzo già duro in mano. ‘Ti piace?’ mormora piano. Annuisco, eccitazione alle stelle.

Salta la bassa barriera tra balconi, atterra vicino, mani su di me. ‘Cazzo, Sofia, sei una troia voyeur’, ringhia, bocca sulla mia. Lingue che si intrecciano, sapore di birra. Mi gira contro la ringhiera, vestaglia giù, tette schiacciate sul metallo freddo. ‘Guarda ancora’, dice, e spinge il cazzo grosso in bocca. Succhio forte, saliva che cola, lui pompa, ‘Brava puttana’. Eva continua, fustiga il culo della sua, gemiti che arrivano fin qui.

La Scopata Selvaggia contro la Ringhiera

Mi tira su, gambe aperte, ‘Ti sfondo la fica’. Entra di colpo, duro e profondo, ‘Ah sì!’, urlo piano. Pompa selvaggio, palle che sbattono sul mio clito, figa che schizza. ‘Piano, ci vedono!’, ansimo, ma lui accelera, mano sul collo. ‘Che vedano, troia’. Colpi violenti, capezzoli pizzicati, dita nel culo. Io vengo prima, figa che stringe, ‘Sto venendo!’, squirto sul balcone. Lui grugnisce, ‘Prendi il mio sperma’, riempie dentro, caldo che cola giù.

Crolliamo ansimanti, lui esce piano, sperma che gocciola. Eva finisce, luci si spengono. Marco salta indietro, ‘Domani di nuovo?’, sussurra. Annuisco, bacio veloce. Torno dentro, gambe tremanti, figa dolorante ma felice. Ora ogni balcone, ogni tenda mossa, è un segreto bagnato. La coproprietà? Un bordello nascosto, e io ne voglio di più.

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