Ero sul mio balcone, con il caffè caldo in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. Era sera, le sette, il sole tramontava piano sul quartiere. Dall’appartamento di fronte, la luce tamisée filtrava attraverso il sipario semi-chiuso, che si muoveva appena con la brezza. Ho visto Luca, il mio vicino, quel figo con i muscoli da ingegnere, entrare in camera con la sua ragazza. Non avevano cenato ancora, ridevano eccitati. Lei aveva appena finito gli studi, lui la stringeva già.
Un colpo di tacco, la porta si chiude. Si baciano come matti, le mani di lui sui suoi seni piccoli e alti. Lei lo spinge via, impaziente. Lui la spoglia piano, rituale lento: prima la camicetta, poi la gonna. La ammira nuda, vita stretta, culo sodo. Lei gli strappa i pantaloni, si mette in ginocchio. Gli tira giù le mutande, il cazzo duro salta fuori, grosso e venoso. Lo bacia, lo prende in bocca, succhia piano. Io… dio, mi bagna la figa solo a guardarli. So che Luca mi ha vista una volta, nuda alla finestra, e da allora i nostri sguardi si incrociano.
Sguardi Caldi e Desiderio Crescente
Una macchina passa in strada, rumore lontano, mi fa sobbalzare. Ma continuo a spiare, eccitata dall’interdetto. Viviamo così vicini, in questo condominio vecchio, balconi attaccati. Il desiderio sale ogni sera. Lui mi sorride quando usciamo, io arrossisco pensando al suo cazzo.
Ieri sera, lei non c’era. Luca sul balcone, fuma una sigaretta, luce della brace che illumina il suo torace. I nostri occhi si incontrano. ‘Buonasera, Sofia,’ dice con voce bassa, rauca. ‘Sembri calda stasera.’ Io rido nervosa, il cuore che batte. ‘E tu mi guardi sempre, eh?’ Lui si avvicina al parapetto, il sipario dell’altro vicino si muove appena. ‘Non resisto, quel tuo culo mi fa impazzire.’ La tensione esplode, l’aria elettrica.
‘Vieni qui,’ gli dico, e lui salta il basso muretto tra i balconi. Lo tiro dentro, casa buia, solo la luna. Ci baciamo affamati, lingue che si divorano. Le sue mani sul mio culo, mi strizzano forte. ‘Ti voglio da morire,’ ansima. Mi strappa la vestaglia, seno libero, capezzoli duri. Mi getta sul divano, mi apre le gambe. ‘Che figa bagnata,’ mormora, e mi lecca vorace. Lingua sulla clitoride, dita dentro, mi fa gemere forte. Io gli afferro i capelli, ‘Leccami, sì, così!’
La Scopata Intensa e il Rischio di Essere Scoperti
Mi alzo, lo spingo giù. Gli slaccio i jeans, cazzo enorme, teste gonfia. Lo prendo in mano, lo lecco dalle palle alla punta, poi lo ingoio tutto, succhio come una troia. Lui geme, ‘Cazzo, Sofia, sei una dea.’ Mi tira su, mi gira contro la finestra aperta. ‘Fottimi qui, che ci vedano,’ dico eccitata. Mi infila il cazzo di colpo, profondo, mi spacca la figa. Spinge forte, palle che sbattono sul mio culo. ‘Sei strettissima,’ grugnisce, una mano sul collo, l’altra che mi pinza i capezzoli. Io urlo piano, ‘Più forte, scopami come una puttana!’
Paura che i vicini sentano, un rumore di passi giù in cortile, ma ci eccita di più. Mi gira, gambe sulle sue spalle, mi pompa selvaggio. Sento l’orgasmo arrivare, figa che pulsa. ‘Vengo, cazzo!’ gemo, e lui accelera, ‘Prenditi la mia sborra.’ Mi riempie caldo, sperma che cola giù. Sudati, ansimanti, crolliamo.
Dopo, sul balcone, caffè freddo ormai. Ridiamo piano, corpi appiccicosi. ‘Questo è il nostro segreto,’ sussurra lui, baciandomi il collo. Ora vedo il quartiere diverso: ogni finestra nasconde un peccato, ogni vicino un possibile amante. L’odore di sesso nell’aria, il brivido eterno.