Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Roma era quieta, solo un’auto che passava lenta in strada, fari che sfioravano i muri. L’appartamento di fronte, luce tamisée, rideau che si muoveva piano, come se qualcuno esitava. Sofia e Giulia, le due studentesse del piano di sopra, entravano ridendo. Le conoscevo di vista, corpi snelli, capelli scompigliati dal vento.

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Mi appoggio alla ringhiera, cuore che batte un po’. Non chiudo le persiane, loro non le tirano mai del tutto. Sofia si toglie la maglietta, reggiseno nero che salta via, tette piccole che dondolano libere. Giulia la imita, pantaloni giù, mutandine di pizzo che scivolano. Si spostano in bagno, porta aperta. Spazzolini in bocca, nude come vermi. Sofia si siede sul water, piscia che scorre, si asciuga senza fretta. Io… boh, sento la figa che si bagna. Le osservo, mano che scivola sotto la gonna.

Sguardi Rubati dalla Finestra

Luca, il vicino di fianco, appare alla sua finestra. Mi vede, sorride malizioso. Sa che sto guardando. “Ehi, Maria, che fai lì?” sussurra forte. Io arrossisco, ma non mi fermo. “Niente… solo… guarda lì.” Lui si avvicina, balcone vicino al mio. Le ragazze si accarezzano ora, Sofia dita tra le gambe, Giulia che si tocca i capezzoli. Gemiti soffocati, luce gialla che le illumina. L’adrenalina mi esplode, proibito, vicini che potrebbero sentire.

Luca salta sul mio balcone, “Cazzo, sono troie.” Mi bacia il collo, mano sotto la blusa, pizzica il seno. Io gemo piano, “Shh, ti vedono.” Ma non mi fermo, lo tiro dentro, finestra aperta verso loro. Lui mi strappa le mutande, “Sei fradicia, puttana.” Dita dentro la fica, bagnata da morire. Lo spingo giù, gli slaccio i jeans, cazzo duro che salta fuori, grosso, venoso. Lo succhio avida, saliva che cola, lui ansima “Brava, succhia tutto.”

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Mi gira, mi appoggia al davanzale, fica esposta alla notte. Entra di colpo, “Prendilo, troia dei vicini.” Spinge forte, palle che sbattono sul culo, io urlo piano “Più forte, scopami!” Vedo Sofia che si masturba furiosa, ci guarda? Paura mista a eccitazione, un altro vicino potrebbe accendere la luce. Lui mi sbatte, mano sul clito, “Vieni, bagna il mio cazzo.” Orgasmata violenta, trepido tutta, lui grugnisce e spara dentro, sperma caldo che cola giù le cosce.

Ci accasciamo sul pavimento, sudati, risate soffocate. Le ragazze spengono la luce, rideau si chiude piano. Luca mi bacia, “Segreto nostro, eh?” Annuisco, cuore ancora a mille. Ora ogni finestra brilla diversa, corpi nascosti, desideri pronti a esplodere. Il palazzo non è più lo stesso, un nido di segreti carnali. Domani li saluterò con un sorriso complice.

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