Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Roma era quieta, solo un’auto lontana che rombava. L’appartamento di fronte, luce fioca, tenda bianca che si muoveva piano, come se qualcuno la sfiorasse. Ho guardato meglio. Luca, il vicino del terzo piano, quel tipo muscoloso con la barba incolta, era lì. Camicia aperta, pantaloni abbassati. Si stava toccando il cazzo, grosso e duro, lo stringeva piano, su e giù.
Mi sono fermata, cuore che batteva forte. Lui non mi vedeva ancora, o forse sì? Ho sentito un brivido tra le gambe, la fica che si bagnava all’istante. ‘Cazzo, che spettacolo’, ho pensato. Ho lasciato la tazza, mano che scivolava sotto la gonna leggera, senza mutande come al solito. Le sue spinte accelerate, gemiti sordi che arrivavano fin qui, coperti dal rumore di un motorino in strada.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
Poi i nostri occhi si sono incrociati. La tenda si è fermata, lui ha sorriso, malizioso, non ha smesso. Ha puntato il cazzo verso di me, lo ha masturbato più forte. Io? Ho aperto le gambe, dita sulla fica gonfia, clitoride che pulsava. ‘Ti piace, eh?’, ha mimato con la bocca. Ho annuito, eccitata da morire, il proibito del vicinato che mi faceva impazzire. Una vicina passa sotto, chiacchiera al telefono, io trattengo il fiato.
Non ce la facevo più. ‘Vieni qui’, ho sussurrato forte, tenda semiaperta. Lui ha capito, pantaloni su in fretta, sparito. Due minuti dopo, bussata alla porta. ‘Sofia? Sono Luca.’ Voce roca, eccitata.
L’ho tirato dentro, porta socchiusa per l’adrenalina. ‘Dimmi che mi hai vista’, ho detto, premendomi contro di lui. ‘Sì, troia, la tua fica bagnata mi ha fatto sborrare quasi.’ Bacio bagnato, lingue che si divorano, mani ovunque. Gli ho slacciato i pantaloni, cazzo enorme in mano, vene gonfie, cappella viola. ‘Succhia’, ha ordinato. In ginocchio, lo prendo in bocca, lo lecco dalle palle alla punta, sapore salato. Gemo, lui mi afferra i capelli: ‘Brava, ingoia tutto.’
La Scopata Selvaggia con il Rischio di Essere Visti
Mi tira su, mi gira, gonna alzata. ‘Fottimi qui, vicino alla finestra’, dico, eccitata dal rischio. Finestra aperta, luce accesa, i vicini potrebbero vedere. Mi piega sul tavolo, cazzo che spinge nella fica fradicia. ‘Che stretta, cazzo!’, grugnisce, pompando forte. Io urlo piano: ‘Più forte, Luca, spaciami!’ Colpi secchi, palle che sbattono sul mio culo, sudore che cola. Sento un rumore fuori, passi nel cortile, ma non ci fermiamo. La fica mi si contrae, vengo urlando: ‘Sto venendo, sborrami dentro!’
Lui accelera, ‘Prendila tutta, puttana!’, e schizza caldo, fiotti che mi riempiono. Trema, mi stringe i fianchi. Restiamo così, ansimanti, sperma che cola sulle cosce.
Poi, calma. Ci rivestiamo piano, un bacio ultimo. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. ‘Il nostro segreto.’ Esco sul balcone, caffè finito, freddo sulla pelle. Il quartiere ora è diverso: ogni finestra nasconde un desiderio, ogni vicino un possibile amante. Luca mi fa l’occhiolino da lontano. Domani? Chissà. Ma la fica pulsa ancora.