Abito in questo palazzo vecchio a Milano, con balconi che si affacciano uno sull’altro. Marco, il mio vicino di fronte, è quel tipo atletico, capelli castani, occhi marroni profondi. Non un modello, ma ha quel fascino protettivo che mi fa bagnare solo a guardarlo. L’altro ieri sera, ero sul mio balcone con un caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida. La sua luce era accesa, tenda socchiusa. L’ho visto lì, torace nudo, sudato dopo palestra. Si asciugava, muscoli tesi. I nostri sguardi si sono incrociati. Ha sorriso, malizioso. Io ho arrossito, ma non ho chiuso la tenda. Il rumore di un’auto in strada, e lui che sparisce. Cuore che batte forte.
Ci conosciamo da mesi, usciamo in gruppo, serate con vino e risate. Spesso finisce tardi, e lui dorme qui, sul mio divano. ‘Sofia, non guido ubriaco’, dice sempre. Io annuisco, ma dentro fremono. Ultimamente, i nostri corpi si sfiorano di più. Abbracci che durano, mani che scivolano sulla schiena. L’altra notte, dopo una festa, è tornato con me. ‘Resto qui?’, chiede. ‘Certo, come sempre’. Ma stavolta, sul divano, ci stringiamo. Sento il suo cazzo indurirsi contro la mia coscia. ‘Scusa’, mormora. Io rido nervosa. ‘Non scusarti, mi piace’. La finestra era aperta, brezza leggera, rischio che qualcuno dal palazzo di fianco veda le ombre.
Sguardi furtivi e desiderio represso
La tensione sale. Le sue mani sotto la mia gonna ampia, come piace a me, hippie inside. ‘Sofia, ti voglio da morire’, sussurra, labbra sul collo. Io gemo piano, ‘E se ci vedono?’. ‘Peggio, più eccitante’. Mi bacia, lingua dentro, famelica. Tira giù il top, succhia i capezzoli duri. ‘Cazzo, quanto sei buona’. Io gli slaccio i jeans, tiro fuori il suo cazzo duro, venoso, grosso. Lo accarezzo, saliva che cola. Lui mi spinge giù, gonna alzata, mutandine da parte. ‘Apri le cosce, troia’. Lecco la figa fradicia, lingua che scava nel clitoride. ‘Sì, così, mangiami!’. Orgasmo violento, urlo soffocato, paura del vicino di sotto.
L’esplosione di passione nuda
Non basta. Mi gira, a pecorina sul divano. Finestra aperta, luce della luna. ‘Prendimi, Marco, scopami forte’. Preservativo? ‘Ne ho uno’. Me lo sbatte dentro, hymen rotto? No, ma è la prima volta così cruda. ‘Stretta da morire, figa bagnata’. Spinge, palle che sbattono sul culo. Una mano sul clito, friziona. ‘Vieni, puttana’. Io squirto, liquido che cola. Lui accelera, ‘Sto per venire’. Tiro fuori, sborra calda sulla schiena. Gemiti, sudore, odore di sesso. Paura costante: tenda che si muove col vento, auto che passa.
Dopo, crolliamo abbracciati. ‘È stato pazzesco’, dice lui, accarezzandomi. Io annuisco, ‘Ma segreto, eh?’. Sorridiamo. Domani parti per stage all’estero, 6 mesi. ‘Torneremo a parlarne’. Ora, ogni balcone, ogni finestra, ha un segreto. Il quartiere non è più lo stesso. Ogni ombra mi eccita, so che sotto c’è lussuria. Adrenalina pura, voyeur dentro di me che sorride.