Era un pomeriggio afoso, caffè in mano sul balcone. L’odore forte mi saliva dal naso, mentre una macchina passava lenta in strada, rombando piano. Di fronte, appartamento della signora Elena, la vicina sui 50, vedova sexy. Finestra aperta, luce tamisée, rideau che si muoveva appena con la brezza. Lei era lì, in vestaglia leggera, gambe accavallate su divano. Leggeva un libro, mano che scivolava piano tra le cosce. Cazzo, la vedevo nitida. Si mordicchiava il labbro, occhi socchiusi. Io? Ferma, cuore che batteva forte. Adrenalina pura, proibito spiare così vicina.

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Alzai lo sguardo, e lei… mi fissò. Rideau fermo, i nostri occhi si incatenarono. Sorriso malizioso sul suo viso. Non si coprì, anzi, aprì di più le gambe. Vedevo la fica rasata, bagnata che luccicava. ‘Merda’, pensai, ma non distolsi lo sguardo. Lei fece cenno con la mano, ‘vieni?’. Io esitai, caffè tremava. Un vicino passò sotto, salutò distratto. Paura mista a eccitazione. Annuii piano, scesi le scale di corsa.

Lo Sguardo Proibito dal Balcone

Sul suo balcone, porta socchiusa. ‘Entra, piccolina’, sussurrò con voce roca. Odore di caffè e muschio femminile. Mi tirò dentro, mani sulle mie tette. ‘Ti ho vista, troietta voyeur. Ti piace guardarmi la fica?’. Baciò la mia bocca, lingua dentro, umida e esperta. Cademmo sul divano, vestaglia via. Le sue tette grandi, capezzoli duri. Le succhiai forte, lei gemette: ‘Sì, così, mordi’. Le mie mutande zuppe, le slacciai i pantaloncini. Fica gonfia, clitoride turgido. ‘Leccami, dai’, ordinò.

Mi inginocchiai, annusai il suo odore salato. Lingua sulla fica, bagnata di succhi. La leccai piano, poi veloce, succhiando il clitoride. ‘Oh cazzo, brava!’, urlò piano, afferrandomi i capelli. Infilai due dita dentro, stretta e calda, pompavo. Lei tremava, ‘Più forte, scopami la fica!’. Rumore di passi fuori, vicino che tornava. ‘Shh, ci sentono’, dissi eccitata. Lei rise: ‘Meglio, che ci vedano’. Mi spinse via, mi aprì le cosce. ‘Ora tocca a te, fighetta bagnata’. La sua bocca sulla mia fica, lingua che entrava, succhiava il mio nettare. ‘Sei dolce, troia’, mugolò.

La Passione Esplode Senza Freni

Rotolammo in 69, fiche in faccia. Io le leccavo il culo, dito nel buco stretto. ‘Sì, inculami con le dita!’, gemette. Lei mi infisse la lingua nel culo, tre dita nella fica. Venivamo insieme, succhi schizzando, corpi sudati. ‘Cazzo, sto venendo!’, urlai soffocata. Lei: ‘Bevi la mia piscia di fica!’. Orgasmo violento, tremavamo. Paura costante: luce accesa di fianco, ombre che passavano.

Dopo, nude sul divano, sudore che colava. Caffè freddo sul tavolo. ‘Bel segreto, eh?’, disse accarezzandomi. Annuìi, baciandola piano. ‘Ora il palazzo è diverso. Ogni finestra nasconde fica e segreti’. Ridemmo piano, brezza che asciugava i nostri umori. Adrenalina calata, ma fuoco acceso per sempre. Ogni vicino? Potenziale amante. Il nostro voyeurismo lesbico aveva cambiato tutto.

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