Ero sul balcone, caffè in mano. L’odore forte mi avvolgeva, misto all’umidità della sera romana. Di fronte, appartamento illuminato fiocamente. Matteo e Luca rientravano dal cantiere. Ridacchiavano, birre già aperte. Matteo, quel colosso con muscoli tesi sotto la maglia sudata. Luca, snello, occhi profondi. Li spiavo da giorni. Cuore in gola. Ehm… un’auto passa in strada, fruscio di gomme. Copre le loro voci basse.

Si siedono vicini sul divano. Mani che sfiorano cosce. ‘Raccontami tutto’, dice Matteo, voce roca. Luca esita. ‘Sono bi, lo sai. Ma con Sandrine… tutto è esploso’. Confessioni. Birra che cola dalle lattine. Il mio caffè si raffredda. Sento la fica pulsare. Prossimità vietata, muri sottili. Il tendaggio loro si muove appena. Mi vedono? No, illusione. Ma il brivido sale. Respiro corto. Vorrei toccarmi già.

Lo sguardo che accende il fuoco proibito

Sguardi si intrecciano. Matteo gli afferra il collo. Bacio. Lingue che duellano. Mani nei pantaloni. ‘Cazzo, Tris… voglio te’. Io mi appoggio al muro. Luce gialla tamisée filtra. Odore di basilico dal mio vaso. Un altro vicino accende la TV, volume basso. Paura. Eccitazione. Luca geme piano. Matteo lo spinge contro il vetro della finestra. Proprio di fronte a me. Il mio balcone è buio, ma… e se?

Entrano in camera. Io corro alla finestra. Tenda socchiusa exprès. Lampada bassa illumina corpi nudi. Matteo scaraventa Luca sul letto. Pantaloni giù. Cazzo di Matteo balza fuori, venoso, cappella gonfia. Luca inginocchia. ‘Fammelo succhiare’. Bocca avida. Lecca il glande, saliva che cola. Succhia profondo, gola piena. ‘Bravissimo, troia’. Io infilo dita nella figa bagnata. Clitoride duro. Gemiti loro coprono il mio ansito.

L’orgasmo esplode tra gemiti e paura di essere vista

Luca si gira, culo in aria. Sodo, invitante. Matteo sputa sulla mano, lubrifica il buco. ‘Ti apro, eh?’. Dito dentro, poi due. Luca ansima. ‘Sì, cazzo, fottimi!’. Matteo spinge la cappella. Lentamente. ‘Stretto… porca puttana’. Entra tutto. Spinte lente, poi selvagge. Schiocchi di palle contro culo. Sudore luccica. Luca guarda verso la mia finestra. I nostri occhi! Sorride malizioso. Continua a farsi inculare. Per me. Sa che guardo. Io vengo, dita fradice, succhi che colano gamba.

‘Più forte! Rompimi il culo!’, urla Luca. Matteo pompa furioso. ‘Ti riempio di sborra’. Accelerano. Letto cigola. Io mi mordo labbro. Paura: finestra aperta, un vicino passa sotto, fischia. Potrebbe alzare lo sguardo. Adrenalina pura. Luca esplode per primo, sborra sul lenzuolo. Matteo ruggisce, pompa dentro. ‘Prendila tutta!’. Si accascia su di lui. Baci teneri. Io ritraggo mano, tremante. Fiato corto.

Si alzano, abbracciati. Luca strizza l’occhio alla mia finestra. Segreto condiviso. Chiudo la tenda. Caffè finito da un pezzo. Ora, ogni volta che li vedo in cortile, quel fremito. La coproprietà? Un nido di desideri nascosti. Non è più noiosa. È viva. E io? Più bagnata che mai.

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