Ehm, sa che ti dico? Ieri sera ero sul mio balcone, con una tazza di caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida di Roma. La luce tamisée dell’appartamento di fronte, quello del giovane Luca, il mio vicino di 25 anni. Lavora da casa, sempre solo. Lo guardo spesso, lo ammetto. Ha un corpo da urlo, muscoli tesi sotto la maglietta. Ma ieri… cazzo, ieri è cambiato tutto.

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Il rideau si muove appena, una brezza leggera dalla finestra aperta. Lo vedo seduto alla scrivania, pantaloni abbassati. La mano che va su e giù sul suo cazzo duro, grosso, venoso. Geme piano, gli occhi socchiusi. E giuro, mi sta immaginando. Le sue labbra formano il mio nome, Sofia. Io? Ferma lì, la mia fica che si bagna sotto la vestaglia leggera. Nessuna mutanda, come al solito in casa. Sento una macchina passare in strada, il cuore che batte forte. E se mi vede? Lui alza lo sguardo, i nostri occhi si incrocciano attraverso i vetri. Non si ferma. Anzi, pompa più veloce, un sorriso perverso. Io arrossisco, ma non mi muovo. L’odore del mio umore che sale, le tette che si induriscono.

Lo Sguardo Proibito e la Tensione che Sale

Non resisto. Gli mando un messaggio: ‘Ti ho visto, porco’. Lui risponde subito: ‘Vieni qui, Sofia. O ti vengo io’. La tensione è elettrica, proibita. Viviamo nello stesso palazzo, mariti fuori città, vicini che chiacchierano al portone. Ma quel gioco di sguardi… mi fa impazzire. Busso alla sua porta dopo 5 minuti, vestaglia aperta quel tanto che basta. ‘Entra, troia’, mi dice ridendo, il cazzo ancora mezzo duro nei boxer.

Ci baciamo come affamati nel suo salotto, finestre aperte sul cortile. Le sue mani sulle mie chiappe nude, mi strizza forte. ‘Ti volevo da mesi, con quelle robe trasparenti sul balcone’. Io gli afferro il cazzo, lo palpo, ‘È più grosso di come l’ho visto dalla finestra’. Lo spingo sul divano, mi metto in ginocchio. Lo lecco dal basso, assaporo il sapore salato del presperma. Lui mi afferra i capelli: ‘Succhia, Sofia, ingoialo tutto’. Lo prendo in gola, tossisco un po’, ma continuo, la saliva che cola. Fuori, voci di vicini che passeggiano, un cane che abbaia. Il brivido mi fa bagnare di più.

Il Sesso Crudo sul Balcone: Paura e Piacere

Mi tira su, mi sbatte contro la finestra aperta. ‘Scopami qui, Luca, fammi vedere a tutti’. Mi piega, le tette schiacciate sul vetro freddo. Sento il suo cazzo spingere contro la mia fica rasata, bagnata fradicia. Entra di colpo, un colpo secco che mi strappa un urlo. ‘Cazzo, che fica stretta!’. Pompa forte, le palle che sbattono sulle mie cosce. Io gemo, ‘Più forte, non fermarti, se ci vedono meglio!’. La paura che il vecchio del piano di sotto alzi lo sguardo, o la coppia di lato. Lui mi scopa senza pietà, una mano sul clito che strofina veloce. ‘Vieni, puttana, bagna il mio cazzo’. Io esplodo, tremante, la fica che si contrae intorno a lui. Lui non molla, mi gira, mi solleva una gamba sul davanzale. ‘Ora ti riempio’. Tre spinte e sento il suo sperma caldo schizzare dentro, gocciolare giù.

Ci buttiamo sul pavimento, sudati, ansimanti. ‘Cazzo, Sofia, sei una dea’. Io rido, piano, accarezzandogli il petto. ‘Shh, non far sentire’. Ci rivestiamo in fretta, un bacio ultimo. Esco dal suo appartamento, il cuore ancora a mille. Ora ogni volta che vedo una finestra accesa, un balcone occupato, penso: chissà quanti segreti qui intorno. Il palazzo non è più lo stesso. Quel nostro sporco mistero mi fa sentire viva, pronta a ricascarci. Magari domani.

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