Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. La sera calava piano, luce tamisée nell’appartamento di fronte. Il rideau di Marco si muove appena, un fruscio leggero. Lo vedo, lui, il mio vicino single, 35 anni, corpo atletico. Si toglie la camicia, pantaloni giù. E lì… cazzo, la sua verga è già dura, gonfia. Si gira verso la mia finestra, come se sapesse. I nostri sguardi si incatenano. Io arrossisco, ma non mi muovo. Sento un brivido, il cuore che pompa. Una macchina passa in strada, rombo basso, mi fa sobbalzare. Lui sorride, mano sul cazzo, inizia a segarlo piano. E io? Le mutande già bagnate. Lo fisso, mordicchio il labbro. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso. Lui accelera, io mi appoggio al parapetto, gonna sollevata un po’. Il vento fresco sulla fica. Rideau che trema ancora, lui ansima mutamente. Desiderio che monta, proibito, così vicino. Domani lo saluto con un sorriso complice?

Passano due giorni. Lo incontro sulle scale, odore di suo sudore misto a colonia. ‘Buonasera Sofia’, dice con voce bassa. Io: ‘Ehi Marco, caldo eh?’. Lui ride, occhi sul mio culo generoso. Sento la tensione, come nel RER di quella storia che mi eccita tanto. Quella sera, bussano. Apro, lui lì, maglietta stretta. ‘Non ce la faccio più, ti ho vista’. Lo tiro dentro, porta sbattuta. Mani ovunque. Mi spinge contro la finestra, balcone aperto. Luce fioca, vicini che potrebbero spiare. ‘Ti voglio nel culo, Sofia. L’ho sognato’. Io gemo: ‘Fallo, ma piano, c’è la signora Rossi di fianco’. Lui ride, abbassa i miei leggings, no slip, fica fradicia. Mi palpa il culo, dita umide sulla fessura. ‘Sei una troia voyeur, eh?’. Infila un dito nel buco, ruota. Io ansimo, vetri appannati. ‘Cazzo, sì…’. Ne aggiunge un altro, scava, lubrifica con la mia eccitazione. Io mi cambrò, tette contro il vetro. Fuori, un cane abbaia, paura che qualcuno guardi.

Lo Sguardo che Brucia Attraverso i Vetri

Mi gira, gambe aperte sul tavolo. ‘Siediti sul mio cazzo’. Verga enorme, venosa, puntato sul mio ano. Esito: ‘Fa male?’. ‘Vedrai, puttana’. Mi calo piano, bruciore lancinante. Gemo forte: ‘Ahhh, cazzo!’. Gland dentro, spingo giù. Lo sento pulsare nelle viscere. ‘Brava, ingoialo tutto’. Faccio su e giù, dolore che vira piacere. Lui mi afferra i fianchi, sbatte. ‘Ti scopa il culo, Sofia!’. Io urlo piano: ‘Sì, fottimi!’. Paura costante: luce accesa di fianco, ombre che si muovono? Adrenalina pura. Mi tocca la clitoride, dita veloci. Orgasma mi travolge, ano che stringe la sua cappella. Lui grugnisce: ‘Prendo la tua merda!’. Sborra calda, fiotti dentro, cola fuori. Mi svuoto, tremante, sperma che gocciola sulle cosce. Mi lecca la fica dopo, promessa mantenuta.

Ci accasciamo sul divano, sudati. Fuori, silenzio, solo grilli. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurro. Lui: ‘Il nostro segreto’. Ora, ogni volta che vedo un vicino, un brivido. La coproprietà? Un nido di desideri nascosti. Balconi che scrutano, porte che si aprono. Io sorrido, culo ancora formicolante. Vita cambiata, più viva, più troia. Chissà chi osserva ora…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *