Mi sono trasferita da poco qui al piano terra di questa vecchia villa. Un due pezzi carino, con cucina americana e un balconcino che dà sul cortile interno. Odore di caffè forte la mattina, mentre sistemo le tende. I vicini? Pochi, ma quel palazzo di fronte… lì c’è lui, Matteo, sui trentacinque, single credo. Lo vedo spesso fumare sul balcone, camicia aperta sul petto peloso.
Prima sera qui. Esco sul balcone, vestaglia leggera, aria fresca sulla pelle. Sorseggio il caffè, e noto il suo rideau che si muove piano. Tipo un centimetro, ma so che è lui. Mi sposto, fingo di sistemare i vasi. La vestaglia si apre un po’, vedo la luce tamisée del suo salotto. Un rumore di macchina in strada, cuori che battono. Lui è lì, occhi fissi. Sorrido dentro di me, l’adrénalina mi bagna già tra le cosce. Chiudo piano, ma lascio uno spiraglio.
Lo Sguardo che Accende Tutto
I giorni passano, diventa un gioco. Ogni sera, dopo il lavoro, mi spoglio davanti allo specchio della sala da bagno. Finestra aperta sul cortile, vapore che sale. So che mi guarda. Il rideau trema sempre. Una volta, lo vedo meglio: mano che si muove piano nei pantaloni. Cazzo, mi eccita da morire. Mi tocco la fica piano, dita bagnate, gemiti soffocati. Paura che un altro vicino senta, ma è troppo buono. ‘Ti piace, eh?’, penso. Lui non sa che lo so.
Ieri sera, tutto esplode. Rientro stanca, apro l’acqua calda. Mi levo la gonna, il reggiseno. Tette libere, capezzoli duri per il freddo. Culotte giù, fica rasata che luccica. Entro sotto il getto, schiuma sul corpo. Porte della sala da bagno socchiusa, come sempre. Improvvisamente, un soffio caldo sulla nuca. Mi giro, niente. Ma il rideau di fronte… è fermo aperto. Lui è lì, in mutande, cazzo in mano, grosso e venoso. I nostri occhi si incatenano. Io non chiudo, continuo a insaponarmi le tette, le stringo. Lui pompa più forte.
L’Incontro Esplosivo e il Sesso Senza Freni
Esco dalla doccia, nuda gocciolante. Vado alla finestra, apro del tutto. ‘Vieni qui’, dico piano, voce tremante. Bussa alla porta dopo due minuti. Entro lui, sudato, occhi famelici. ‘Scusa, non resistevo più… ti guardo da giorni’. Lo tiro dentro, ‘Zitto, scopami’. Mi spinge contro il muro vicino alla finestra aperta. Mi strappa le ultime gocce d’acqua, bacia il collo. Mani ruvide sulle tette, pizzica i capezzoli. ‘Sei una troia voyeur, eh?’. ‘Sì, e tu un porco che spia’. Mi gira, mi piega. Dita nella fica, ‘Cazzo, sei fradicia’. Lecco il suo cazzo, grosso, salato. Lo prendo in gola, sbavo. Lui geme, ‘Brava puttana’.
Mi alza contro il vetro della finestra. Cazzo che spinge dentro, duro come ferro. ‘Ahi, piano!’, ma spingo i fianchi. Mi scopa forte, pacate violente. Tette schiacciate sul vetro freddo, rischio che il vecchio del piano di sopra veda. Rumore di auto che passa, freni stridono. ‘Se ci beccano…’, ansimo. ‘Meglio, ti fotto davanti a tutti’. Mi lecca il culo, infila la lingua. Poi di nuovo dentro, la fica che squirta. Cambio posizione, sul divano, gambe spalancate. Mi piscia quasi il clitoride col suo succo, pompini mutuali. ‘Vengo!’, grida. Sperma caldo in bocca, ingoio tutto. Io vengo tremando, dita sul culo.
Dopo, sudati sul pavimento. Ride, ‘Ora siamo complici’. Fuma una sigaretta sul balcone, io nuda accanto. Il quartiere sembra diverso: ogni finestra un segreto, ogni rideau un invito. Torno dentro, porta socchiusa. Domani sera? Lo spero. Questo posto non è più solo casa mia.