Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. La macchina passa lenta in strada, romba piano. Guardo di fronte, appartamento dei vicini. La tenda si muove appena, luce tamisée filtra. Luca è lì, il rugbista alto due metri, maglietta sudata dopo allenamento. Lo vedo stirarsi, muscoli che guizzano. E io? Le unghie dei piedi verdi prato, smalto fresco, nascosto nelle ciabatte. Solo per me… o per lui, se guarda giù.

Mi vede. Sorrido, lui fa l’occhiolino. Ricordo Capodanno, flirt col suo amico Marco, qui nel palazzo. Eravamo ubriachi, mani che sfiorano, ma niente di più. Ora Luca, il suo coinquilino, mi fissa. Cuore batte forte. Prossimità vietata, muri sottili, vicini che spiano. Mi alzo la gonna piano, lascio intravedere la coscia. Lui si avvicina alla finestra, ride piano. ‘Vieni qui, Sofia?’, grida basso. Adrenalina pura, fica che pizzica già.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Entro da lui, porta socchiusa. Odore di sudore maschile, birra aperta. ‘Hai visto tutto?’, chiedo ridendo nervosa. Mi prende per la vita, alto da morire, io 1.65 con tacchi. ‘Sì, e mi hai fatto indurire il cazzo’. Bacio feroce contro il muro, gambe intorno alla sua vita. Sento la sua erezione dura contro di me. ‘Massaggio?’, dico, sacchetto con olio al muschio. Annuisce, occhi blu che bruciano.

Lo spoglio sul letto, finestra aperta sul balcone. Tende ferme, luce accesa, rischio che Marco torni o qualcun altro guardi. Corro sul suo corpo nudo: spalle larghe, culo sodo, cosce potenti. Mani unte, scivolano sulla schiena. Geme basso. ‘Continua, troia’. Lecco il collo, scendo al culo, lingua tra le chiappe. Lui si inarca, cazzo duro che pulsa. ‘Leccami le palle’, ordina. Obbedisco, bocca piena, sapore salato. Mano pompa la sua verga grossa, vene gonfie. ‘Voglio scoparti, Sofia’.

Sesso Crudo sul Balcone con Rischio Occhi Indiscreti

Lo giro, fellatio profonda. Gola piena, sbava, lui spinge. ‘Sborrami in bocca’. Succhio forte, palle strette, esplode jet caldi. Ingoio tutto, amaro in gola. Ora tocca a me. Mi strappa mutande, dita in fica fradicia. ‘Quanto sei bagnata, puttana’. Due dita, tre, pompa. Grido, balcone vibra. ‘Scopami ora, cazzo!’. Mi piega a pecorina contro la ringhiera, finestra spalancata. Rumor di auto giù, vicini forse sveglia. Entra piano, grosso, mi spacca. Dolore-placere, urlo. ‘Zitta, o ti sentono tutti’. Spinge forte, palle che sbattono sul clito.

Mano sul mio clito, froto mentre mi fotte. ‘Vieni, troia’. OrgasmO violento, fica contrae, squirto sul pavimento. Lui grugnisce, sborra dentro, caldo che cola. Crolliamo, sudati, ansanti. Finestra ancora aperta, brezza fresca.

Dopo, caffè sul balcone, corpi nudi coperti lenzuolo. ‘Marco sa tutto?’, chiedo ridendo. ‘Forse spiava’. Segreto carnale ora lega il palazzo. Ogni finestra, ogni balcone, puzza di sesso proibito. Non vedo più i vicini uguale. Brivido eterno.

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