Ero sul balcone ieri sera, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida. La luce tamisée dell’appartamento di fronte, quello di Marco e sua moglie. Il rideau si muoveva piano, come se lui sapesse che lo stavo guardando. L’ho visto per la prima volta così, settimane fa. Alto, muscoloso, con quella barba incolta. Mi ha beccata mentre mi toccavo distratta, la mano nella mutandina. Ha sorriso, non ha distolto lo sguardo. Da allora, è diventato un gioco. Io apro un po’ la vestaglia, lascio intravedere i capezzoli duri. Lui si avvicina alla finestra, pantaloni tesi. Proibito, siamo vicini di casa, lui sposato. Ma l’adrenalina mi bagna la figa. Stasera, una macchina passa lenta in strada, freno stride. Lui è lì, solo. La moglie non c’è. Mi fa cenno, discreto. Il cuore mi martella. ‘Vieni’, mima con le labbra. Esito, ma scendo le scale di corsa, mutande zuppe.
Apro la porta del suo pianerottolo, lui mi tira dentro. ‘Cazzo, ti voglio da morire’, ringhia, mani sul mio culo. Lo spingo contro il muro, gli slaccio i jeans. La sua cazzo salta fuori, grossa, venosa, già dura come ferro. ‘Hai una figa da sogno’, dice, infilando dita dentro di me. Gemo, ‘Shh, tua moglie torna’. Ma non mi ferma, mi gira, mi abbassa le mutande. Sento la cappella spingere contro la fessura bagnata. ‘Prendila tutta’, ansimo. Entra di colpo, mi spacca in due. ‘Ahhh, sììì!’, urlo piano. Mi scopa forte, colpi secchi, il rumore di palle che sbattono sulla mia carne. Sudiamo, odore di sesso nell’aria. Guardo la finestra aperta, tende che ondeggiano. ‘Se passa qualcuno…’, dico eccitata. Lui accelera, ‘Meglio, che ci vedano mentre ti riempio’. Mi afferra i tette, pizzica i capezzoli. Io vengo prima, figa che pulsa, squirto sul suo cazzo. ‘Sto per sborrare’, grugnisce. ‘Dentro, fammi il pieno!’, lo imploro. Gicla caldo, fiotti che mi inondano. Crolliamo ansimanti, il suo sperma cola dalle mie cosce.
Sguardi Rubati dalla Finestra
Tornata a casa, luce spenta, balcone vuoto. Il caffè è freddo ormai. Ma quel segreto mi cambia tutto. Ora ogni finestra è un invito, ogni rumore in cortile un brivido. Marco è mio, di nascosto. La coproprietà non è più noiosa, è un nido di tentazioni. Domani, lo spierò di nuovo. E chissà, magari lo rifacciamo, con più rischi.