Ero al supermercato, spingendo il carrello tra i reparti di caffè e detersivi. L’odore forte del caffè mi pizzicava il naso. Improvvisamente, eccolo lì: Matteo, il giovane studente che affitta l’appartamento del custode. Alto, magro, con quegli occhi curiosi. ‘Ciao signora Sofia’, mi dice sorridendo. Mia nipote Giulia, quattordici anni e un po’ ritardataria a scuola, lo guarda distratta. ‘Giulia, prendi il detersivo’. Lei obbedisce, ma io penso già a invitarlo. ‘Vieni per il tè oggi pomeriggio? Passa dal giardino, lascio la porta-finestra aperta’. Lui annuisce sorpreso. Il cuore mi batte forte. Prossimità proibita, vicini in questo condominio borghese.

Tornata a casa, verso il caffè sul balcone. Il nonno di Giulia, mio marito paralizzato, sonnecchia in salotto. La luce del pomeriggio filtra tamisa. Matteo arriva puntuale, con un mazzo di fiori misti. ‘Grazie, sei gentile’. Giulia serve il tè malvolentieri, versa una goccia sul suo pantalone. ‘Attenta!’, sbotto. Lui la difende: ‘Non è colpa sua’. Durante il tè, mio marito balbetta di lezioni di mate per Giulia. ‘Matteo, potresti aiutarla?’. Accetta. Due volte a settimana. Escito, lo vedo attraversare il giardino. Una macchina passa in strada, rombando piano.

Sguardi Rubati e Desiderio Crescente

Nei giorni dopo, lo spio dalla finestra. Studio nel parco, sdraiato sull’erba. Io danzo silhouette nella mia stanza, déshabillé aperto, tette libere, mano tra le cosce. Sento l’adrenalina: mi guarda? Il rideau si muove appena, un fruscio. Desiderio sale. Prossimità, interdit. Durante la prima lezione, mio marito assiste. Giulia si veste più sexy: gonna corta, reggiseno che spinge le tette giovani. Matteo arrossisce quando si china sul tavolo, scollatura aperta. Io li interrompo: ‘Matteo, sali da me dopo’.

Giulia lo accompagna su, ma fugge ridendo: ‘Non ti servono i libri lì’. Entro, lo trovo rigido. Déshabillé trasparente, nuda sotto. ‘Siediti qui, vicino’. Odore di crema sul comodino. ‘Riconosci? Ballo per te ogni sera’. Lui guarda la finestra, la casa di fronte buia. Mi siedo accanto, apro il déshabillé. Tette sode, capezzoli duri. ‘Tocchiami’. Lui esita, poi mi bacia vorace. Mi slaccio la cravatta, gli sbottono la camicia. ‘Cazzo, Sofia, sei bagnata’. Lo spingo sul letto, cosce aperte. La sua verga dura entra di colpo nella mia fica fradicia. ‘Scopami forte!’. Geme, spinge rabbioso, vendicandosi delle mie provocazioni voyeur.

Sesso Selvaggio con il Rischio di Essere Visti

‘Aspetta!’, dico. Mi alzo, porta-finestra aperta. Luce crepuscolo. ‘Guarda di là, qualcuno ci spia’. Rideau mosso dal vento? O occhi? ‘Fottimi così, da dietro’. Guido il suo cazzo tra le chiappe, entro nella fica. Muovo il culo, lui mi afferra i fianchi. ‘Aaah, sì! La tua fica è stretta, troia’. Colpi violenti, palle che sbattono. Paura eccita: e se Giulia sentisse? O un altro vicino? ‘Vieni dentro, riempimi!’. Lui ansima, ‘Sto per sborrare!’. Esplode, sperma caldo che cola. Io vengo tremando, gridando piano.

Dopo, mi rivesto. ‘Meglio restare alle finestre, eh?’. Annuisce umiliato, eccitato. Scende veloce, buio cala. Tende chiuse stanotte. Le lezioni continuano, ma ora complice con Giulia e nonno: sanno, non dicono. Il condominio? Non più noioso. Ogni finestra nasconde segreti, ogni sguardo brucia. Adrenalina eterna, la mia fica pulsa ancora al ricordo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *