Ero sul balcone stamattina, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. La via è tranquilla, solo un’auto che passa lenta, romba lontana. Guardo di fronte, appartamento dei vicini. La finestra è socchiusa, tenda che si muove appena, luce fioca dentro. E lì la vedo: Laura, la mora del piano di sopra. Sta togliendo la camicia da notte, piano, tette sode che saltano fuori. Porca troia, ha capezzoli duri già. Sa che la guardo? O è casuale?

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Mi appoggio alla ringhiera, cuore che batte forte. È proibito, cazzo, siamo vicine di casa. Ma non riesco a staccare gli occhi. Lei si gira, fica rasata che luccica sotto la lampada. Si tocca piano, dita che scivolano tra le labbra. Io… io sento la mia bagnarmi. Mutande umide contro la sedia. Un’altra auto passa, freno stride, mi blocco. Lei sorride? Rideau si ferma, occhi nei miei. Merda, mi ha vista.

Lo Sguardo che Accende Tutto

La tensione sale, giorni così. Ogni sera, balcone mio, balcone suo. Sguardi che bruciano. Io con vestaglia aperta, lei nuda. Vicini che passano sotto, chiacchierano, non sanno. Io mi tocco di nascosto, clito gonfio, lei pure. ‘Vieni?’ mi fa segno una volta, bocca aperta come a leccare. Il desiderio mi mangia, proibito dal condominio, ma eccitante da morire.

Ieri sera, non resisto più. Luce sua accesa, io esco, balcone. ‘Ehi, Laura…’ urlo piano. Lei apre la finestra, tette al vento. ‘Sali, Sofia, dai.’ Cuore in gola, scendo scale veloci, udii che cigola. Busso, lei apre nuda, odore di fica eccitata. ‘Ti ho vista, puttana… masturbarti pensando a me.’ Mi tira dentro, porta sbatte.

La Leccata Proibita e l’Orgasmo Esplosivo

Baci selvaggi, lingue che si mischiano, salive. Mani sue sulle mie tette, pizzica capezzoli. ‘Togliti tutto,’ ansima. Io obbedisco, fica fradicia esposta. Lei mi spinge sul divano, gambe spalancate. ‘Guarda come sei bagnata, troia.’ Dita dentro, due, tre, pompa forte. Io gemo, ‘Cazzo, sì, ficcale!’ Paura che i vicini sentano, pareti sottili, ma eccita di più. Lei si china, lingua su clito, lecca piano poi succhia. ‘Buona la tua fica, salata.’ Io tremo, ‘Leccala, mangiami tutta!’

La giro, 69 sul tappeto. La sua fica in faccia, peli umidi, clito turgido. Lo prendo in bocca, succhio, dita nel culo stretto. Lei urla, ‘Oh sì, ficca lì!’ Io vengo prima, orgasmo che mi squassa, squirto in bocca sua. Lei dopo, trema, ‘Sto venendo, troia!’ Succhi tutto, sborra dolce. Rumore di passi fuori, vicino passa, ci blocchiamo, ridiamo piano, eccitate.

Finito, sudate, abbracciate. Caffè dopo, finestre aperte, aria fresca. ‘Non dirlo a nessuno,’ sussurra. Annuisco, segreto nostro. Ora il condominio è diverso: ogni finestra nasconde fica o cazzo. Ogni balcone un invito. L’odore di caffè sa di sesso, e io voglio di più.

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