Era fine agosto, quel caldo umido che ti appiccica la pelle. La nostra nuova casa a Milano, retappata da noi. Io, Sofia, 38 anni, capelli neri mossi, corpo ancora sodo dalle corse al parco. Marito in vacanza con il bimbo dai nonni. Avevo preso in prestito la macchina fotografica dal vicino, Marco, quel tipo sulla quarantina, atletico, occhi penetranti. ‘Fammi le foto dei lavori, le metto nel portfolio,’ mi aveva detto con un sorriso. Ok, pensai.
Ore 17, sudavo sotto la maglietta. Aprii la finestra della sala da bagno nuova, quella con la vasca grande, i piastrelle azzurre che riflettevano il sole morente. Odore di caffè dal balcone, un’auto passa lenta in strada, rombo basso. Posai la notice sul lavabo, decappai una birra fredda. Gocce di sudore mi colano tra i seni. Mi tolgo la maglietta, resto in reggiseno bianco e shorts. Provo a fotografare, ma gli angoli non vanno. Mi spoglio piano, per vedere l’effetto luce sul corpo. Nuda, specchio grande, sole che rimbalza sui rubinetti.
Lo Sguardo che Accende Tutto
All’improvviso, un movimento. Il sipario di Marco, di fronte, si muove appena. Ehm… lui è lì? Il cuore mi batte forte. Guardo, luce tamisa nel suo bagno. Lo vedo, in boxer, sudato, ci guarda. I nostri occhi si incatenano. Non mi copro. Sorriso complice? L’adrenalina sale, fica già umida. L’interdetto del vicinato, così vicino, finestre aperte. Continuo a posare, mani nei capelli, petto in fuori. I capezzoli duri. Lui non si muove, fissa.
‘Porca troia,’ borbotto. Mi eccita da morire. Gira un po’, mi piego sulla vasca, culo verso finestra. So che vede tutto, la mia fica rasata che luccica. Un altro rumore, vicini che chiacchierano sotto. Paura? No, figa che pulsa. Prendo la doccia, acqua tiepida su tette e pancia. Dita tra le cosce, mi tocco piano, occhi su di lui. Il suo cazzo si gonfia nel boxer. Mi fa cenno, porta?
Bussa. ‘Sofia? Tutto ok?’ Voce roca. Apro nuda, gocciolante. ‘Entra, Marco.’ Chiude porta, occhi famelici. ‘Ti ho vista… non resisto.’ Mi bacia duro, mani sul culo. ‘Cazzo, sei una bomba.’ Lo spingo contro muro, gli calo boxer. Cazzo grosso, venoso, cappella viola. ‘Lo voglio,’ dico. Mi inginocchio, lo lecco dalla base, succhio testicoli pelosi. Lui geme, ‘Stronza, mi fai impazzire.’ Acqua stilla, odore sesso e birra.
La Scopata Selvaggia Davanti alla Finestra
Mi alzo, vasca bordo. ‘Scopami qui, davanti finestra.’ Gambe aperte, fica bagnata spalancata. Lui entra di colpo, cazzo duro mi riempie. ‘Ahhh, sì!’ Spingo, colpi violenti, tette che ballano. ‘Pianissimo, i vicini…’ ma no, forte. Paura eccita: sipario mosso ancora? Un altro guarda? ‘Ti fotto come una puttana,’ ringhia. Mi gira, pecorina sul lavabo, specchio riflette: suo cazzo entra-uscE nella mia fica rasata, succo cola. Dita sul clito, vengo urlando, ‘Cazzo, sto venendo!’
Lui accelera, ‘Ti riempio.’ Sborra caldo dentro, getti potenti. Trema, esce, resto con figa che gocciola sperma. Ci guardiamo, sudati, ansimanti. ‘Merda, che scopata.’ Si riveste veloce. ‘Segreto, eh?’
Esce. Io chiudo finestra, ma non tenda. Ora ogni luce accesa qui mi fa fremere. La coproprietà ? Un nido di segreti carnali. Ogni vicino ha occhi affamati. E io? Pronta per il prossimo sguardo.