Ero tornata dalla piscina del quartiere, sudata e con il cuore che pompava ancora. Balcone, caffè fumante in mano, vestaglia leggera aperta sul bikini bagnato. La brezza serale mi accarezza la pelle, brividi buoni. Una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano le tende. Guardo di fronte: appartamento di Luca, il vicino piccolino, 1 metro e 62, magro ma carino. La tenda si muove piano, ehm… è lì. In boxer aderenti, sudato, mi fissa. Occhi negli occhi. Io non chiudo la vestaglia. Sorrido, lento. Lui arrossisce, ma resta. L’adrenalina mi bagna tra le cosce. Proibito, così vicino, rischio che i vicini vedano.

Suona il citofono. ‘Sofia? Luca… posso salire? Ho visto che eri stanca.’ Voce bassa, nervosa. ‘Vieni, dai.’ Sale veloce, occhi che scappano sul mio corpo. ‘Caffè? O… massaggio? Mi fai male le spalle dopo la piscina.’ Lui esita, ‘Ok, ma… solo spalle.’ Entriamo, luce tamisée, tenda socchiusa. Si siede dietro di me sul divano letto aperto. Olio di mandorle, mani calde sulla nuca. ‘Mmm, fai piano…’ Geme piano. Scendo, trapèzi, schiena. ‘Sei tesa qui.’ Le sue mani tremano un po’. Io mi giro un attimo, ‘Grazie, Luca… continua.’ Profumo di caffè misto a sudore. Tensione elettrica, vicini che potrebbero spiare.

Lo Sguardo che Accende il Fuoco

‘Le gambe?’ chiedo, maliziosa. ‘Ok…’ Mi sdraio a pancia in giù, slip bikini umido. Versa olio sulle cosce, dita che sfiorano il bordo. ‘Ehm… il culo? Fa male dopo nuotato.’ Lui deglutisce, ‘Sicura?’ ‘Toglilo, rovinerebbe.’ Solleva il mio bacino, fa scivolare lo slip giù piano. ‘Cazzo, Sofia… è perfetto.’ Rido nervosa, ‘Non è grosso?’ ‘No, divino.’ Mani sulle chiappe, caresse leggere. Io gemo, ‘Più forte…’ Odrà di eccitazione sale, fica che pulsa. ‘Ti piace?’ ‘Sì… cazzo, sì.’ Mi spalanca, dito sul buchetto. ‘Guarda lì… non…’ Ma alzo il culo. ‘È adorabile.’ Bacia il perineo, lingua sulla fica bagnata. ‘Ahhh! Luca!’ Lecco tutto, succhia il clitoride, dita dentro. ‘Sei fradicia.’ Io tremo, ‘Leccami il culo, dai.’ Lingua che spinge, io urlo piano, paura che sentano dall’altra parte del muro.

L’Esplosione di Piacere e Paura

Mi giro, cazzo duro fuori dai boxer. ‘Voglio succhiartelo.’ Lo prendo in bocca, profondo, saliva che cola. ‘Cazzo, Sofia… pompa.’ Lo cavalco, fica che ingoia il suo cazzo piccolo ma rigido. ‘Più forte! Rischio che ci vedano!’ Tende aperte un filo, luce di un’auto passa. Spingo, tette che ballano, lui mi stringe il culo. ‘Vengo… nella tua fica!’ Grido soffocato, orgasmo che mi spacca, lui esplode dentro. Sudore, odore di sesso forte. Paura e goduria pura.

Ci accasciamo, respiri pesanti. ‘Non dirlo a nessuno… segreto nostro.’ Sorriso complice. Tende ferme ora, ma so che cambia tutto. Ogni finestra, ogni balcone, ha un sapore nuovo. Il condominio non è più lo stesso. Quel brivido… lo cercherò ancora.

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