Il cameriere posa i bicchieri sul tavolo e io sorseggio il vino rosso, sentendo già il calore salirmi alle guance. Marco mi guarda con quel sorriso complice che promette sempre guai piacevoli. Siamo seduti in fondo alla sala del nostro ristorante preferito, quello con le luci soffuse e i tavoli separati da piante. È sera inoltrata, l’ora in cui i clienti iniziano a diradarsi.
Al tavolo accanto, una coppia sui trent’anni ride piano. Lei ha capelli castani raccolti in una treccia morbida, occhi verdi vivaci e un vestito leggero che lascia intravedere curve generose. Lui è alto, spalle larghe, con una camicia aperta sul collo. Li osservo da quando siamo entrati: si sfiorano spesso, lei gli accarezza il ginocchio sotto la tovaglia. Il mio cuore accelera senza motivo.
«Sembri distratta stasera» dice Marco, inclinando la testa. «Cosa guardi?»
«Niente» rispondo troppo in fretta, ma lui segue il mio sguardo e sorride.
«Ah, la coppia laggiù. Ti piacciono, vero? Lei è proprio il tuo tipo.»
Arrossisco, ma non nego. In quel momento la cameriera si avvicina al loro tavolo per servire il secondo. Mentre posa i piatti, la tovaglia scivola leggermente e io vedo la mano di lui sparire tra le gambe di lei. Lei morde il labbro, gli occhi socchiusi. La cameriera nota tutto, ma invece di andarsene si ferma un secondo di troppo.
Quando torna da noi per portare il dolce, ha le guance rosse. Si chiama Giulia, l’abbiamo vista altre volte. Ha ventotto anni, lavora qui da quando ha finito l’università in economia, e stasera sembra particolarmente vivace.
«Avete visto anche voi?» sussurra, chinandosi tra me e Marco. «Non è la prima volta che capitano qui. Pensano di essere discreti, ma…»
Marco ride piano. «E tu cosa hai visto esattamente?»
Giulia esita, poi si morde il labbro inferiore. «Abbastanza da sapere che lei non porta niente sotto il vestito. E che lui sa esattamente dove toccare.»
Il mio corpo reagisce prima della mia mente. Sento un calore liquido tra le cosce. Guardo di nuovo verso di loro. Lei mi sta fissando ora, con un mezzo sorriso. Il suo compagno le sussurra qualcosa all’orecchio e lei annuisce.
«Forse dovremmo invitarli a unirsi al nostro gioco» propone Marco, la voce bassa e calda.
Prima che possa rispondere, Giulia torna da loro con il conto. Parla a voce bassa, ma la sala è quasi vuota e sento tutto.
«Se volete continuare, posso mettere il paravento. Nessuno vi disturberà. Ma a una condizione.»
La donna, che si chiama Laura, alza un sopracciglio. «Quale condizione?»
«Voglio guardare. E forse… partecipare un po’.»
Laura ride, una risata bassa e sensuale. «Sei audace, Giulia. Quanti anni hai detto di avere?»
«Ventotto. Abbastanza per sapere cosa voglio.»
Il compagno di Laura, Stefano, si guarda intorno. Solo due tavoli lontani sono ancora occupati e i clienti stanno pagando.
«Va bene» dice lui infine. «Ma tutti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda.»
Giulia sistema rapidamente il paravento di legno tra i due tavoli, creando un angolo intimo. Quando torna, ha gli occhi che brillano. Io sento il cuore battere fortissimo.
«Sara, sei sicura?» mi chiede Marco, usando il mio nome con dolcezza.
«Sì» rispondo, la voce un po’ tremante. «Voglio vedere. E voglio che ci vedano.»
Laura si alza per prima. Ha circa trentadue anni, lavora come architetta e si muove con una sicurezza che invidio. Slaccia due bottoni del vestito, rivelando seni pieni e sodi, i capezzoli già turgidi. Poi solleva l’orlo della gonna fino alla vita, mostrando che davvero non porta nulla sotto. La sua pelle è liscia, depilata con cura.
«Tocca a te, Giulia» dice Laura con un sorriso malizioso. «Equità prima di tutto.»
Giulia deglutisce, ma obbedisce. Si sfila la camicetta bianca dell’uniforme, scoprendo un reggiseno di pizzo nero che toglie subito. I suoi seni sono alti e rotondi, con areole rosa chiaro. Poi abbassa la gonna e il perizoma, rimanendo solo con le scarpe basse. Il suo corpo è tonico, frutto di ore in palestra dopo il lavoro.
Marco mi guarda. «Tocca a noi, amore.»
Mi alzo, le gambe che tremano leggermente. Slaccio il mio abito estivo e lo lascio cadere. Sotto ho solo un completino di seta che tolgo lentamente. Marco si libera della camicia e dei pantaloni. Il suo membro è già duro, eretto contro il ventre.
Laura si siede sul bordo del tavolo, le gambe aperte. Stefano si inginocchia tra le sue cosce e inizia a leccarla con calma, la lingua che scorre tra le grandi labbra gonfie. Lei geme piano, una mano tra i capelli di lui.
«Guardali, Sara» mi sussurra Marco all’orecchio. «Guarda come le piace.»
Giulia si avvicina a me. Ha le guance arrossate. «Posso toccarti?» chiede.
«Sì» rispondo, la voce rauca.
Le sue mani sono morbide. Mi accarezza i seni, pizzicando i capezzoli fino a farmi sussultare. Marco si posiziona dietro di me, il suo sesso caldo contro la mia schiena. Mi infila due dita dentro senza preavviso. Sono bagnatissima.
«Oh dio, sì» mormoro, spingendo contro la sua mano.
Laura guarda verso di noi mentre Stefano continua a divorarla. «Vieni qui, Giulia» ordina. «Voglio assaggiarti.»
Giulia obbedisce, si siede accanto a Laura sul tavolo. Le due donne si baciano con passione, lingue che si intrecciano mentre Stefano alterna la lingua tra loro. Io guardo ipnotizzata, mentre Marco mi penetra lentamente con le dita, il pollice sul clitoride.
«Più forte» supplico. «Non fermarti.»
Stefano si alza, il mento lucido dei loro umori. Il suo membro è spesso, venoso. Lo avvicina alla bocca di Laura che lo prende avidamente, succhiando con rumore bagnato. Giulia scende dal tavolo e si inginocchia davanti a Marco.
«Posso?» chiede guardandomi.
Annuisco. La vedo aprire la bocca e ingoiare il cazzo di Marco fino in gola. Lui geme, stringendomi un seno. Io mi tocco, due dita dentro di me, guardando tutto.
Laura si sdraia completamente sul tavolo, le gambe verso di noi. «Sara, vieni qui. Siediti sulla mia faccia.»
Esito solo un secondo, poi salgo. Sento la sua lingua calda lambirmi il clitoride, poi affondare dentro. È incredibile. Mi muovo contro la sua bocca, i seni che ondeggiano. Giulia continua a succhiare Marco, alternando con la mano.
«Cazzo, sto per venire» ansima Marco.
«Non ancora» dice Stefano. Si posiziona dietro Giulia e la penetra con un colpo solo. Lei geme intorno al cazzo di Marco, il suono attutito.
Il ritmo diventa frenetico. Laura mi lecca sempre più veloce. Sento l’orgasmo arrivare come un’onda. Grido, stringendo i seni, mentre vengo sulla sua lingua. Lei continua a leccare ogni goccia.
Marco non resiste più. Si ritira dalla bocca di Giulia e schizza getti caldi sul suo petto e sui seni di Laura sotto di me. Stefano aumenta il ritmo, sbattendo contro il sedere di Giulia che geme forte.
«Sto venendo!» urla Giulia. Il suo corpo trema, le gambe che cedono.
Stefano la segue poco dopo, tirandosi fuori e venendo sulla sua schiena.
Restiamo tutti ansimanti per qualche minuto. Giulia si alza, raccoglie i vestiti con un sorriso soddisfatto. «Devo tornare al lavoro prima che il capo si insospettisca» dice, ma i suoi occhi dicono che vorrebbe restare.
Laura si rimette il vestito, ancora con il respiro accelerato. «È stata la cena più interessante degli ultimi mesi.»
Marco mi aiuta a rivestirmi, le mani ancora tremanti. Mentre paghiamo il conto, Giulia ci fa l’occhiolino passando.
Fuori, l’aria della notte è fresca. Marco mi prende per mano mentre camminiamo verso casa.
«La prossima volta prenotiamo lo stesso tavolo?» chiede.
Sorrido, il corpo ancora vibrante di piacere. «Assolutamente sì.»