Era una di quelle sere d’estate afose, qui in campagna toscana, con le colline intorno che odorano di terra calda. Io sul balcone del mio appartamento, in questa condocopio un po’ isolata, con una tazza di caffè forte in mano. L’odore mi avvolge, amaro e denso. La brezza leggera fa muovere appena la tendina bianca dell’appartamento di fronte. Quello del vicino, Marco, un tipo sulla quarantina, robusto, con i capelli sale e pepe.
Guardo distratta, e… cazzo, lo vedo. È lì, in mutande, sudato, con la luce tamisée della lampada. Si passa una mano sul petto, poi più giù. Mi fissa. Io arrossisco, ma non mi sposto. Sorrido, un po’ sfacciata. Lui ricambia, gli occhi che brillano. Il cuore mi batte forte. Una macchina passa lenta sulla strada, i fari sfiorano il balcone. Paura che qualcuno noti.
Lo Sguardo che Accende Tutto
Mi appoggio alla ringhiera, la camicia da notte leggera si alza un filo sulle cosce. Lui si avvicina alla finestra, abbassa le mutande. Il suo cazzo è già duro, grosso. Si tocca piano, guardandomi. Io… io mi bagno. Infilo una mano sotto, sfrego la fica attraverso il cotone. ‘Cazzo, mi sta vedendo’, penso, e l’adrenalina mi fa tremare. Lui annuisce, come a dire ‘vieni’. Scendo le scale di fretta, il cuore in gola.
Ci incontriamo nel giardino dietro il palazzo, quel posto nascosto, come un vallone segreto con un ponticello di pietra sulla piccola fiumara. Erba fresca, fiori che profumano di notte. ‘Sei una troia’, mi sussurra all’orecchio, afferrandomi i tette. Lo spingo contro il pilastro, gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, venoso, pulsante. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla cappella, succhio forte. Gemo, ‘Mmm, sì, fottimi la gola’. Lui mi afferra i capelli, spinge dentro, ‘Brava puttana, ingoia tutto’.
Il Sesso Selvaggio e il Rischio di Essere Scoperti
Mi gira, mi abbassa le mutande. ‘Allarga le chiappe’, ordina. Sento la sua lingua sul culo, lecca il buco, bagnato e stretto. Poi il cazzo preme, entra piano nell’ano. ‘Aaaah, piano, cazzo!’, grido, ma spingo indietro. Mi scopa il culo forte, schiaffi sulle chiappe. Io mi masturbo la fica, dita dentro, clitello gonfio. ‘Se ci vede qualcuno…’, ansimo, eccitata da morire. Un rumore di passi lontani, forse un altro vicino. Lui accelera, ‘Voglio sborrarti dentro’. Io vengo prima, squirto sull’erba, urlo soffocato. Lui esplode, caldo nel mio culo.
Ci rivestiamo in fretta, sudati, ansimanti. ‘Questo posto…’, dice lui piano, con un sorriso triste, ‘qui ci scopavamo io e mia moglie, prima che… sparisse. Ma stasera è stato meglio’. Mi bacia, sparisce nel buio. Torno su, il caffè freddo sul tavolo. Ora ogni luce accesa in condocopio mi fa fremere. Quel segreto carnale ci lega, cambia tutto. Li guardo diversamente, sapendo cosa nascondono le finestre.