Abito in questo condominio da due anni, e ogni sera, dalla mia finestra, vedo lei. Sofia, la vicina di fronte, trentacinque anni, sempre vestita di nero stretto, occhiali spessi, aria da maestrina incazzata. Stanotte… boh, era diversa. La luce del suo appartamento era fioca, un abat-jour giallo che le accendeva il viso. Io sul balcone, con una camicia da notte leggera, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida. Una macchina passa in strada, romba bassa, e io… la guardo.
Lei è lì, seduta sul divano, legge un libro. Alza gli occhi, proprio verso di me. Il mio cuore fa un balzo. E se mi vede? Il rideau suo si muove appena, un filo d’aria dal balcone aperto. Io non mi sposto. Anzi, mi appoggio al parapetto, la camicia si apre un po’, le mie tette piccole ma sode si intravedono. Lei fissa. Non distoglie lo sguardo. Cazzo, mi sta guardando sul serio. Sento l’adrenalina, la fica che si bagna piano.
Sguardi Caldi e Provocazioni dalla Finestra
I giorni dopo, è un gioco. Io la provoco. Una sera, sul balcone, mi alzo la gonna, le mostro le cosce nude. Lei è alla finestra, finge di sistemare i fiori, ma gli occhi… oh, quegli occhi dietro le lenti. Mi tremano le gambe. ‘Ti piace, eh Sofia?’, penso. Lei arrossisce, si volta, ma torna. Io rido piano, il cuore che pompa. L’interdetto del vicinato mi fa impazzire: e se qualcuno passa? E se il vecchio del piano di sotto vede?
Una sera, non resisto. Busso alla sua porta, scusa banale: ‘Sofia, hai sale? La mia è finita’. Lei apre, sorpresa, capelli sciolti, vestaglia leggera. ‘Entra’, dice secca, ma la voce trema. Nell’appartamento, odore di lavanda e caffè freddo. Chiudo la porta. ‘Ti ho vista’, le dico diretta. ‘Guardarmi la finestra’. Lei balbetta: ‘Ma che dici? Io…’. Le mi avvicino, le sfioro il braccio. ‘Balle. Vuoi le mie tette, vero? Le mie cosce’. Lei deglutisce, occhi bassi.
Le prendo la mano, la metto sulla mia fica, sotto la gonna. ‘Senti come sono bagnata per te’. Lei geme piano, ritira la mano ma troppo tardi. La bacio, dura, lingue che si intrecciano. Lei cede, mi spinge contro il muro. ‘Sei una troia’, sussurra, ma le mani mi strappano la camicia. Le mie tette libere, capezzoli duri. Me le succhia, forte, morde. ‘Ah sì, leccamele!’, gemo. Fuori, un’auto frena, voci in strada. Paura, eccitazione pura.
L’Esplosione di Desiderio: Fica contro Fica
La porto sul divano, le apro le gambe. Niente mutande, fica rasata, già gonfia e lucida. ‘Cazzo, sei fradicia’. Le infilo due dita, pompo veloce. Lei ansima: ‘No, aspetta… i vicini…’. Ma spinge i fianchi contro di me. Io mi sdraio, le apro la vestaglia: tette pesanti, vene bluastre, ventre morbido. ‘Leccami la fica, Sofia’. Lei si china, lingua timida prima, poi famelica. Mi divora il clitoride, succhia il succo. Io le afferro i capelli: ‘Più forte, puttana! Fammi venire!’.
Mi giro, 69 selvaggio. La sua fica in bocca, salata, calda. Le lecco il buco del culo, dito dentro. Lei urla nella mia fica: ‘Sto venendo! Cazzo!’. Io esplodo per prima, schizzi in bocca sua, trema tutta. Fuori, passi sulle scale, qualcuno ride. Ci blocchiamo, ma continuiamo piano, lingue che sfregano. Viene di nuovo, bagnandomi la faccia.
Dopo, sudate, ansimanti sul divano. Lei mi accarezza: ‘Non dirlo a nessuno. Questo… nostro segreto’. Io sorrido, bacio il suo collo. Esco, aria fresca della notte. Il condominio ora è diverso: ogni finestra nasconde un segreto, ogni vicino un desiderio. Sofia mi guarda dalla porta, occhi complici. Domani, la spierò ancora. O andrò da lei.