Venerdì, le 16. Eccola lì. Lo so che è in casa. Sofia, la mia vicina d’appartamento, quella con il sorriso malizioso. Ogni martedì e venerdì, rientro prima dal lavoro, guido come una pazza per le stradine di Roma. Parcheggio, l’odore di sugo mi investe dalle scale. Ha imparato a fare la pasta al pomodoro perfetta, dopo che l’ho convinta a mollare i suoi piatti etnici. Gourmande come me.

Apro la porta piano, il cuore batte. ‘Sofia?’ La voce trema un po’. ‘Ale?’ risponde dalla cucina, finta sorpresa. Piedi nudi sul pavimento fresco, solo una maglietta lunga che le arriva appena sotto il culo sodo. Non si gira, mescola il sugo, il vapore sale. La luce del pomeriggio filtra dalle persiane socchiuse, un’auto passa in strada con un rombo basso. Mi avvicino, mani sulle sue spalle morbide. Le dita scivolano giù lungo i fianchi, sotto la maglietta. Tocco la sua fica, già bagnata, calda. ‘Cazzo, Sofia…’, sussurro. Lei spinge i fianchi indietro, ma io la stuzzico solo un attimo, poi la frustro lasciandola lì, eccitata.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Le tolgo la maglietta, nuda davanti a me. Mi spoglia veloce, spegne il forno. ‘Gli occhi?’, dice con quel tono da troia. Sa che ci piace così, occhi negli occhi mentre ci facciamo venire. Le nostre fiche colano. Inizio piano, dito nel suo buco stretto, poi sul clitoride gonfio, lo pizzico con la sua stessa mucosa. Trema, le gambe si aprono di più. Mi accovaccio, viso verso il suo, lo infilo e tiro fuori quel bottoncino, su e giù veloce. Geme piano, ‘Oh sì, Ale…’. Il suo corpo ondeggia, occhi fissi nei miei, vedo il piacere montare. Alterno lento e rapido, la mano piatta che la sfrega forte. Urla soffocate sul mio seno, gambe che cedono, la tengo stretta. La sua fica pulsa, io sono fradicia, il clitoride mi martella.

È il suo turno. ‘Il pugno?’, chiede con occhi perversi. Sa che sono al limite, voglio brutalità. Prende la nostra eccitazione, me la spalma sui capezzoli duri. Stringo le cosce, il suo pugno chiuso preme tra le gambe. Immobile, mi fissa. Imploro con lo sguardo. Poi spinge di scatto, un lampo mi squarcia. Ancora, ancora! Calore nel ventre, esplosioni una dopo l’altra. Le ginocchia mollano, cado sul pavimento freddo della cucina. Brani animaleschi mi escono dalla gola, occhi persi. ‘Non fermarti!’, le urlo dentro. Mi porta al nirvana, corpo scosso da spasmi infiniti.

L’Esplosione di Piacere con il Rischio di Essere Visti

Si sdraia su di me, baci umidi, mano sul mio viso sudato. La sua coscia bagnata schiaccia la mia fica, un orgasmo sordo mi invade, dolce. Poi mi guida la mano sulla sua, la massaggio piano, dita dentro che curvano sul punto G. Si inarca, geme bestiale, occhi nei miei fino all’ultima ondata.

Rialziamo, sudate, tremanti. Andiamo a letto, buio. Mi sveglio sola, bene. Odore di sugo. Lei riaccende la luce, maglietta addosso. ‘Ehi Ale, mezzanotte! Mangiamo?’. Sorrido. Ora ogni finestra della palazzina nasconde segreti. Sofia è mia, il quartiere un gioco erotico. Non sarò più la stessa.

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