Ero sul balcone, con una tazza di caffè in mano, l’odore forte che mi saliva dal naso. La sera calava piano, luce tamisée nell’appartamento di fronte. Lui, il mio vicino, quel figo con i muscoli tatuati, era lì. Camicia aperta, sudato dopo l’allenamento. Il rideau si muoveva appena, come se sapesse che lo stavo guardando. I nostri occhi si sono incrociati. Cazzo, quel brivido… Ho sentito la fica bagnarsi subito. Lui ha sorriso, malizioso, e ha abbassato lo sguardo sul suo pacco gonfio. ‘Ti piace, eh?’, ha mimato con le labbra. Io ho annuito, mordendomi il labbro. Una macchina è passata in strada, rombando, e ho avuto paura che qualcuno ci vedesse. Ma no, solo noi due, vicini, proibiti.
La tensione saliva. Lui si è avvicinato alla finestra, ha spento la luce, ma il suo silhouette era chiara contro la luna. Ha slacciato i pantaloni, tirato fuori il cazzo mezzo duro. Lungo, spesso, venoso. L’ha accarezzato piano, guardandomi. Io? Non ce l’ho fatta. Mi sono alzata la gonna, senza mutande, e ho aperto le gambe sul balcone. Dita sulla fica, già fradicia. ‘Vieni qui’, gli ho sussurrato, anche se non poteva sentirmi. Lui ha annuito, ha sparito. Cinque minuti dopo, bussava alla mia porta. Cuore in gola, ho aperto. ‘Non resisto più, puttana’, ha ringhiato, spingendomi contro il muro.
Lo sguardo proibito dalla finestra
Mi ha baciato con furia, lingua in bocca, mani ovunque. Mi ha strappato la blusa, succhiato i capezzoli duri come sassi. ‘Sei una troia voyeur, eh? Ti piace spiarmi?’. ‘Sì, cazzo, sì’, ho gemito, afferrandogli il cazzo. Era rovente, pulsante. L’ho masturbato forte mentre lui mi infila due dita in fica, bagnata da morire. ‘Senti come sgoccioli’. Poi mi ha girata, schiacciata contro la finestra. ‘Scopami qui, con loro che possono vederci’. Il balcone era aperto, vicini ovunque. Lui ha riso: ‘Perfetto’. Mi ha alzato la gonna, spinto il cazzo dentro con un colpo secco. ‘Aaaah!’, ho urlato. Pieno, duro, mi spaccava. Pompava forte, pacche sul culo. ‘Prendilo tutto, zoccola’. Io mi aggrappavo alla ringhiera, fica che stringeva, succhiava il suo uccello. Sudore che colava, odore di sesso nell’aria. Una luce si è accesa di fianco, ‘Merda, ci vedono!’, ho sussurrato eccitata. Lui più forte: ‘Che scopino pure, io ti rompo la fica’. Mi ha scopato senza pietà, cazzo che entrava e usciva, bagnato di succhi. Mi ha fatto inginochiare, ‘Succhia’. L’ho preso in bocca, gola profonda, saliva che colava. ‘Brava troia’. Poi di nuovo dentro, a pecorina sul balcone. Mi ha leccato il culo, dito dentro, mentre mi sfondava. ‘Vengo!’, ha grugnito. ‘Dentro, riempimi!’. Sperma caldo che schizzava, orgasmo che mi ha fatto tremare. Io ho squirtao, bagnando tutto.
Ora siamo sdraiati sul pavimento, ansimanti. Lui mi accarezza i capelli. ‘È stato da matti’. Io sorrido, guardando la finestra di fronte. Ogni vicino ora è sospetto, ogni luce un segreto. Quel brivido ci lega, cambia tutto. Domani lo spiavo di nuovo… o lui me.