Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi pizzicava il naso. La brezza serale portava rumori dalla strada, una macchina che passava lenta. Di fronte, nell’appartamento dei vicini, luce tamisée. Tommaso e Sofia, quei due che saluto sempre con un sorriso complice. Stasera li avevo invitati per una partita a carte, un gioco innocuo. Ma già dal pomeriggio, dal mio balcone, li avevo spiati: lei che si chinava a raccogliere qualcosa, la gonna che saliva, lui che la guardava con occhi da lupo. Il mio cuore ha accelerato. Ehm, che casino, penso. Mi eccita ‘sta roba, l’idea di spiarli, di sapere i loro segreti.

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Entriamo in casa, vino rosso che scorre, risate. Il gioco parte soft, ma gli sguardi… oh cazzo, quegli sguardi. Tommaso mi fissa le tette sotto la camicetta sbottonata, Sofia si struscia contro Marco, mio marito. ‘Verità o azione?’, dice lei con voce roca. L’aria si fa elettrica, proibita. Siamo vicini di casa, cazzo, un palazzo intero che potrebbe sentire. Io scelgo azione, e Tommaso mi bacia. Labbra calde, sapore di vino e menta. Marco guarda, occhi scuri. La tensione sale, come una scarica.

Sguardi proibiti dal balcone

La porta della camera ospiti si chiude con un grincio. Odore di lenzuola fresche, un filo di fumo stantio da Tommaso. ‘Sicura?’, mi sussurra, cazzo duro che preme contro di me. Annuisco, gola secca. La sua mano sulla mia coscia, sotto la gonna, dito che sfiora la fica già bagnata. ‘Cazzo, sei fradicia’, mormora. Bacio profondo, lingua che invade. Sento dal salotto un gemito di Sofia, basso, animalesco. Gelosia mi trafigge, immagino Marco che le lecca la figa, lei che gli afferra i capelli. Mi irrigidisco. Tommaso lo nota. ‘Ehi, tutto ok?’. ‘Sì… continua’. Lo spingo sul letto, gli slaccio i pantaloni, cazzo grosso che balza fuori, vene gonfie. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Lui geme, mani nei miei capelli. Ma quei suoni dal salotto… mi fottono la testa.

Sesso selvaggio e il brivido di essere visti

Non ce la faccio più. Mi alzo, mi rivesto di fretta. ‘Devo…’. Esco, vedo Marco sul divano, Sofia nuda contro di lui, tette sode, figa rasata lucida. Lui mi guarda, occhi di fuoco. Si alza, mi prende per i fianchi. ‘Andiamo a casa’, ringhia, odore di sesso su di lui, fica di lei. Mi trascina nella nostra camera, porta sbattuta. Mi spinge contro il muro, mano nei capelli. ‘Raccontami’. ‘No, tu prima’. ‘Lei ha urlato venendo sulla mia lingua, sapore dolce e salato’. Strappa la gonna, fica esposta, dita dentro, due, tre, pompa forte. ‘Lui ti ha leccata qui?’. ‘Sì…’, gemo. ‘Ti effacerò’. Mi gira, cazzo enorme che spinge nella fica, un colpo secco, fino in fondo. ‘Cazzo, sei mia!’, grugnisce, pompa selvaggio, palle che sbattono sul culo. Paura che i vicini sentano, finestre aperte, luce che filtra. ‘Più forte!’, urlo, orgasmo che mi squassa, pareti che pulsano intorno al suo cazzo. Lui viene dentro, sborra calda che cola. Cada sul letto, sudati, ansimanti.

Silenzio. Ci guardiamo, sorrisi complici. ‘La coproprietà non sarà più la stessa’, sussurro. Ora ogni balcone, ogni finestra, sa di segreti. Adrenalina pura, voglio di più.

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