Ero sul balcone, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida di giugno. La luce tamisée dall’appartamento di fronte, quello dei vicini, Marco e Giulia. La tenda si muoveva piano, appena un fruscio. Ho visto lei, Giulia, china su di lui, la testa che andava su e giù. Lui gemeva piano, le mani nei suoi capelli. Cazzo, mi sono bagnata all’istante. Il cuore batteva forte, una macchina è passata in strada, fari che illuminavano un secondo la scena. Ho sentito l’adrenalina, quel brivido voyeur che mi fa impazzire.
Poi li ho invitati a cena, Paolo il mio uomo era d’accordo, sa quanto sono aperta. Apéritif lungo, vino che scorre, risate. Tutti in abiti leggeri, la mia vestitina estiva che lasciava poco all’immaginazione. Marco non staccava gli occhi dalle mie tette, Giulia arrossiva ma sorrideva. Musica anni ’90, slows. Paolo balla con me, poi cambio: ‘Scambiamo?’, dico a Marco con un occhiolino. Lui mi stringe subito, cazzo duro contro la mia pancia. ‘Alessandra, sei una bomba’, sussurra. Sento Giulia con Paolo, più timida, ma le mani che scivolano.
Lo sguardo che accende il fuoco
Li vedo dalla porta finestra, Paolo bacia Giulia sul collo. Marco mi spinge contro il muro, in un angolo buio. ‘Ho visto come ci guardavi dalla finestra’, dice. ‘E tu come la succhiavi lei’. Le nostre lingue si intrecciano, mani ovunque. La sua camicia vola, la mia veste si alza. ‘Cazzo, sei fradicia’, dice infilando dita nella mia figa. Io gli slaccio i pantaloni, prendo quel cazzo grosso, venoso, lo tiro piano. Un rumore di passi fuori, un vicino che passa? Il cuore salta, ma eccita di più.
La passione esplode senza freni
Paolo e Giulia spariscono in camera ospiti, li sento gemere piano. Io trascino Marco sul divano, lo spingo giù. ‘Ora ti scopo io’. Mi siedo sopra, figa che ingoia il suo uccello fino in fondo. ‘Ahhh, sììì’, grido piano, ma forte. Cavalcata selvaggia, tette che rimbalzano, lui le morde. ‘Più forte, troia’, ringhia. Paura che i vicini sentano, finestre aperte, brezza calda. Cambio posizione, a pecorina, lui mi sbatte, palle che schiaffeggiano il mio culo. ‘Ti sfondo la figa’, ansima. Io vengo, squirto sul divano, lui continua. ‘Spingi, cazzo!’. Mi gira, mi incula piano prima, poi forte. ‘Il tuo buco è stretto, puttana’. Dolore e piacere, grido: ‘Sì, scopami il culo!’. Sperma caldo che mi riempie, cola fuori.
Paolo rientra, sorride, ha scopato Giulia bene. Ci rivestiamo, caffè sul balcone, risate nervose. ‘Che notte’, dice Marco. Giulia arrossisce, ma occhi luminosi. Rientriamo, ognuno nel suo letto. Ora ogni volta che vedo le loro finestre, penso al nostro segreto. Il quartiere non è più lo stesso: ogni tenda che si muove, ogni luce accesa, mi fa bagnare. Quel brivido condiviso ci lega per sempre.