Era una sera d’estate afosa, qui a Roma, nel nostro palazzo vecchio con i balconi che si guardano in faccia. Io, Sofia, 35 anni, sudata sul mio balcone con una tazza di caffè forte che mi pizzica le narici, l’odore di gelsomino misto a smog. La luce tamisée dell’appartamento di fronte si accende piano. Paolo, il vicino coetaneo, atletico ma peloso, rientra con Filippo, quel giovane meticcio cinese, corpo da ragazza, liscio come seta, 25 anni al massimo. Li avevo visti partire per la spiaggia piscina comunale, ma ora… dio, si spogliano nudi lì, sul balcone.

Paolo si asciuga con una salvietta, gocciolante. Filippo gli si avvicina, “Fammi vedere se hai preso sole”, dice ridendo. Le mani di Filippo scivolano sul petto di Paolo, poi giù, tra le cosce. Io trattengo il fiato, il cuore mi martella. Un’auto passa in strada, rombando, il rumore copre i loro sussurri. Paolo si irrigidisce, il cazzo gli si alza piano, grosso e venoso. Filippo è già duro, piccolo ma perfetto, rasato, lucido. Mi eccito da morire, la fica mi bagna, stringo le cosce. Mi vedono? Il mio rideau si muove appena, ma i loro occhi… sì, mi fissano. Paolo sorride, malizioso, fa cenno con la mano: “Vieni, Sofia?”

Lo Sguardo Proibito dal Mio Balcone

Non resisto. Scendo le scale di corsa, cuore in gola, l’ascensore troppo lento. Busso piano alla loro porta, sudata, vestita solo di una canottiera sottile e shorts. Paolo apre, nudo, cazzo semieretto che dondola. “Entra, puttanella curiosa”, mi dice ridendo basso. Filippo è lì, in piedi, olio in mano, “per i colpi di sole”, spiega spalmarselo sul cazzo e sulle palle, masturbandosi lento. L’aria sa di salsedine e sesso. “Ti abbiamo vista, a spiare”, dice Paolo, tirandomi dentro, mano sul mio culo.

Ci sediamo sul divano, balcone aperto, rischio che i vicini di lato sentano. Paolo mi bacia rude, lingua dentro, mentre Filippo mi tocca la fica da sopra i pantaloncini. “Sei fradicia”, ride. Mi spoglio, tette libere, capezzoli duri. Paolo mi siede in faccia, cazzo in bocca, grosso, mi soffoca. “Succhia, troia”, grugnisce. Filippo mi lecca la fica, lingua esperta, poi mi infila due dita. Io gemo, vibrando sul cazzo di Paolo. “Piano, c’è la signora del piano sotto”, sussurra Filippo, ma accelera.

L’Esplosione di Desiderio e Sesso Crudo

Paolo mi alza, mi piega sul tavolo. “Prendila, Phil”, ordina. Filippo mi incula piano, olio che scivola, il suo cazzetto entra facile nel mio culo stretto. “Cazzo, che figa calda”, ansima. Paolo mi pompa la bocca, tenendo la testa. Paura che passi qualcuno in strada, luce della macchina illumina il balcone. Io vengo prima, squirto sul pavimento, urlo soffocato. Paolo esce, mi sborra in faccia, caldo, appiccicoso, “Puttana dei vicini”. Filippo mi ribalta, mi scopa la fica forte, palle che sbattono. “Guardami mentre ti riempio”, dice, e schizza dentro, gemendo.

Esausti, ci buttiamo sul divano, sudati, sperma che cola. Paolo accende una sigaretta, “Bel secretto, eh Sofia?”. Filippo ride, “Torna quando vuoi”. Io annuisco, tremante. Rientro a casa piano, balcone spento ora. La coproprietà non è più la stessa: ogni finestra nasconde un segreto carnale, ogni sguardo è una promessa. Domani li saluterò con un sorriso complice, la fica che pulsa al ricordo.

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