Eravamo appena arrivati nel sud, a Napoli, in questo palazzo vecchio con terrazze che si affacciano l’una sull’altra. I nuovi vicini, Luca e Sofia, ci hanno invitati per un aperitivo. Lui è un manager, lei avvocata penalista. Ho portato una bottiglia di vino rosso, loro hanno tirato fuori il limoncello fresco. L’odore del caffè dal balcone di sotto saliva su, mischiato al profumo di gelsomino della sera.
Seduti lì, con le luci della città che si accendevano piano, non riuscivo a staccare gli occhi da Luca. Parlava di lavoro, soldi, roba noiosa, ma i suoi occhi… mamma mia, mi trafiggevano. Sofia chiacchierava con mio marito di figli, che loro provavano da due anni senza fortuna. Io ho riso, ho detto che con noi è bastata una volta senza precauzioni. Luca mi ha guardata, un sorriso malizioso. Le sue gambe muscolose sfioravano le mie sotto il tavolo. La brezza muoveva a malapena il rideau dell’appartamento di fronte, e ho giurato di aver visto una ombra.
Sguardi che Bruciano sulla Terrazza
Poi Sofia ha proposto una birra. Ha agitato la bottiglia, guardandomi dritta. Schiuma ovunque. Si è leccata le labbra, ha passato la lingua sul collo della bottiglia, lenta, fissandomi. ‘Ops, maldestro io… Provala, è buona eh?’. Mio marito e Luca non hanno notato niente. Io sì. Il cuore mi batteva forte. Odiavo tradire, ma quella sera… l’aria era elettrica, proibita. Eravamo così vicini, vicini di casa, con Sofia che sorrideva complice.
Dopo il dolce, Luca ha tirato fuori le carte. ‘Poker?’. Mio marito voleva andare a letto presto, mi ha lasciata lì. Sofia ha accompagnato lui alla porta, mi ha sussurrato: ‘Io adoro tutti i giochi…’. Luca è tornato, ha servito whisky a sé, birra a me. Ha bevuto troppo, si è accasciato sul divano, russando. ‘Continuiamo?’, ho chiesto io, eccitata. ‘Sì, ma senza soldi. Segreti, invece.’
Ho mischiato le carte. Paire di donne, ero sicura. Lui ha puntato un segreto. Io ho seguito. ‘Ne voglio uno tuo’. Ha rivelato: ‘Ho scopato con ex colleghe, ma ora sono arrapatissimo. La mia fica… ehm, Sofia, non mi basta’. Bluffava? No, i suoi occhi dicevano verità. Ha puntato un invito a pranzo. Io ho seguito. Poi una sorpresa. Un shot di vodka, il suo bottone slacciato, petto villoso che luccicava.
L’Orgasmo Proibito con il Rischio di Essere Visti
Ultima carta. ‘Un ballo lento’. Ho vinto! Ma lui si è alzato, ha messo musica bassa. ‘Vieni’. Sofia russava poco lontano. Mi ha stretto, il suo cazzo duro contro la mia pancia. ‘Toccati su di me… Sì, strofinati sulla mia coscia’. L’odore del suo sudore, la musica che pulsava. Ho passato la mano sotto la gonna, ma lui: ‘Aspetta’. Ha infilato dita nella mia fica bagnata, me le ha ficcate in bocca. ‘Gusta la tua eccitazione’. Ero fradicia, leccavo il mio sapore salato.
‘Branlati il mio cazzo’. L’ho tirato fuori, grosso, venoso, cappella gonfia. L’ho masturbato con la mia saliva, lui mi palpava il culo. ‘Sborra per me, riempimi la mano pensando alla mia fica stretta’. Un rumore di macchina in strada, tenda che si muove di là – cazzo, qualcuno ci guardava? L’adrenalina mi ha fottuta. Ho pompato più forte, lui gemeva piano: ‘Sì, troia del palazzo, inondami… Voglio scoparti il culo, la bocca, farti ingoiare tutto’. Ho sentito il fremito, il suo cazzo pulsare, sborra calda che schizzava sulla mia coscia, sul pavimento. Ne ho leccato un po’, divina.
‘Tieni’. Mi ha ficcato in tasca le sue mutande intrise di pre-sborra. ‘Rendimele presto’. Mi ha spinta fuori, porta chiusa. Camminavo a casa con la fica che colava, il cuore in gola. Ora ogni luce accesa nel palazzo mi fa fremere. Quel segreto carnale ha cambiato tutto: i vicini non sono più solo facce, sono tentazioni vive.