Ero sul balcone, tazza di caffè fumante in mano, l’odore forte che mi riempiva le narici. La macchina giù in strada rombava piano, passando lenta. Di fronte, nell’appartamento illuminato da una lampada gialla, lui. Il mio vicino, quel tipo alto, muscoloso, con i capelli neri arruffati. L’avevo notato da settimane. Sudato dopo la palestra, si toglieva la maglietta. I pettorali gonfi, sudati. I nostri sguardi si incrociarono. Lui sorrise, malizioso. Io arrossii, ma non distolsi lo sguardo. Il rideau della sua finestra si mosse appena, come se sapesse.

Giorni così. Ogni sera, caffè in mano, lo spiavo. Lui si accorgeva, eh. Una volta, shirtless sul suo balcone, si grattò i muscoli, guardandomi fisso. Io sentivo la fica che si bagnava. L’interdetto del quartiere, così vicino, così pericoloso. Una vicina passa, saluta. Paura. Ma eccitazione. ‘Buonasera, bella’, mi disse una volta, urlando piano dal suo balcone. Io risposi con un sorriso, mordendomi il labbro. La tensione saliva. Sognavo il suo cazzo duro contro di me.

Lo Sguardo che Brucia Attraverso la Finestra

Una notte d’estate, afosa. Finestra aperta, luce spenta. Lo vedo. Sdraiato sul letto, coperta buttata giù. La mano che pompava piano sul suo cazzo enorme, venoso. Gemeva basso. Io, in reggiseno e mutande, mi tocco la fica attraverso il tessuto bagnato. Lui alza gli occhi, mi vede. Non si ferma. Anzi, accelera. ‘Vieni qui, troia’, sussurra forte, sapendo che sento. Il cuore mi batte forte. Una macchina passa, fari che illuminano i balconi. Paura che qualcuno veda.

Il Sesso Selvaggio con il Brivido dell’Intero Quartiere

Esco sul balcone nuda, mutande calate. Lui fa lo stesso, cazzo dritto come un palo, cappella rossa gonfia. Salta la ringhiera bassa che ci divide, atterra vicino. Mi afferra i capelli, mi bacia rude, lingua dentro. ‘Ti volevo da morire’, ringhia. Mi spinge contro il muro, freddo sulla pelle. Le sue mani grosse mi strizzano i capezzoli duri. ‘Guardami la fica fradicia’, dico ansimando. Lui infila due dita dentro, me le sbatte forte. ‘Sei una zoccola voyeur’, dice ridendo basso. Io gemo, ‘Fottimi, dai’. Mi gira, mi piega sul balcone. Sento la cappella spingere contro il mio culo. ‘No, la fica prima’, ordino. Entra di colpo, cazzo grosso che mi spacca. Urlo piano, paura dei vicini. Lui pompa selvaggio, palle che sbattono sul mio clitoride. Sudore che cola, odore di sesso nell’aria. ‘Più forte, cazzo’, lo incito. Una luce si accende di lato, vicini che si muovono. Brivido. Lui mi tappa la bocca, mi scopa come un animale. Io vengo prima, fica che pulsa, squirto sul pavimento. Lui esce, mi riempie il culo di sborra calda, gemendo nel mio orecchio.

Ci ritirammo nei nostri appartamenti, ansimanti. Lui mi fece l’occhiolino dalla finestra, rideau che si chiude piano. Ora, ogni volta che vedo le finestre illuminate, penso a quel segreto. La palazzina non è più la stessa. Ogni ombra nasconde un desiderio. E io? Io bramo il prossimo sguardo.

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