Ero lì, sul balcone, con la tazza di caffè che fumava piano nell’aria fresca della notte. Milano dormiva, ma non io. Un rumore strano dall’appartamento di fronte, quello dei nuovi vicini, Luca e la sua mora. Il sipario si muoveva appena, una luce gialla tamisata filtrava. Mi sono avvicinata alla ringhiera, curiosa. E boom, li ho visti. Lei in ginocchio, nuda, con le tette che dondolavano mentre gli leccava il cazzo. Lui gemiva piano, la mano nei capelli. ‘Cazzo, sì…’, ho sentito sussurrare. Il cuore mi batteva forte. Non dovevo guardare, ma non riuscivo a staccare gli occhi. La sua bocca lo ingoiava tutto, saliva che colava, lui spingeva i fianchi.

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Mi sono sentita bagnata all’istante. La fica che pulsava, i capezzoli duri contro la canottiera sottile. Ho infilato una mano nelle mutande, sfregando piano il clitoride. Loro non si accorgevano di niente, o forse sì? Un’auto è passata in strada, rombando piano, e ho trattenuto il fiato. Paura che qualcuno mi vedesse lì, a masturbarmi come una troia. Ma l’eccitazione saliva. Lei ora era a pecorina sul divano, lui la scopava duro, schiaffeggiandole il culo. ‘Più forte, dai!’, gridava lei. Io acceleravo il ritmo, dita dentro, umida da morire.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Poi, un fruscio accanto. Mario, il vicino di fianco, sul suo balcone. Mi ha fissata. Occhi spalancati, ma non di scandalo. Di fame. Ha sorriso, malizioso. ‘Ti piace lo spettacolo?’, ha bisbigliato, basso. Io ho arrossito, ma non mi sono fermata. ‘E a te?’, ho risposto, voce tremante. Lui si è slacciato i pantaloni, tirando fuori il cazzo già duro. ‘Vieni qui’, ha detto. La tensione elettrica, proibita. I vicini di fronte ancora persi nel loro ritmo selvaggio. Ho esitato, ma il desiderio ha vinto. Sono scivolata sul suo balcone, corpi vicini, odore di sudore e caffè.

L’Esplosione di Piacere sul Balcone

Mi ha baciata con urgenza, lingua dentro, mani sul culo. ‘Da quanto ti guardo, Sofia’, ha mugugnato. Mi ha abbassato le mutande, dita nella fica fradicia. ‘Sei una zoccola bagnata’. Ho gemito, aggrappata alla ringhiera. Lui mi ha girata, cazzo contro il mio culo. ‘Prendilo’, e me lo ha ficcato dentro di colpo. Profondo, duro. ‘Ahhh, cazzo!’, ho urlato piano. Pompava forte, palle che sbattevano. Io guardavo di fronte: Luca veniva nella sua fica, sperma che colava. Mario rideva: ‘Glielo dico io dopo’. Paura che un altro vicino si affacciasse, luce accesa da basso. Ma più forte l’eccitazione. Mi scopava come un animale, mano sul clitoride, ‘Vieni per me, troia’. Ho esploso, fica che stringeva il suo cazzo, tremando. Lui ha tirato fuori, sborrandomi sul culo, caldo, appiccicoso. ‘Prendila tutta’.

Siamo crollati ansimanti, corpi sudati. Ha pulito con la maglietta, un bacio veloce. ‘Il nostro segreto’, ha detto. Sono tornata dentro, gambe molli, odore di sesso ovunque. I vicini di fronte avevano spento la luce. Ora, ogni finestra brilla diversa. So cosa nascondono questi balconi. L’appartamento è lo stesso, ma il quartiere pulsa di segreti carnali. Non vedo l’ora della prossima notte.

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