Ero sul balcone, con la tazza di caffè ancora calda in mano. L’odore forte mi avvolgeva, misto all’aria umida della notte romana. Una macchina è passata lenta in strada, fari che illuminano i palazzi. Ho guardato di fronte, appartamento dei vicini. La tenda si muoveva piano, luce fioca gialla. Lui, Marco, il tipo single del piano di sopra, era lì. Solo. Camicia aperta, muscoli tesi. Ha messo su musica, Eminem basso, ‘You find me offensive…’. Si è lasciato andare, mano che scivola sui pantaloni.
Mi sono avvicinata alla ringhiera, cuore che batte forte. Lui non mi vedeva ancora. Ondulava, tocco lento sul pacco. Io… cazzo, mi sono bagnata subito. Il proibito del vicinato, così vicino, un piano sotto. Ho aperto un po’ la finestra, aria fresca sulla pelle. Le mie tette sode sotto la canottiera sottile. Ho sospirato, mano che scende piano tra le cosce. Lui ha alzato lo sguardo. I nostri occhi si sono incatenati. Ha sorriso, malizioso. Non ha smesso.
Lo Sguardo che Accende Tutto
‘Vieni qui’, ho mimato con le labbra. Lui ha esitato, tenda che trema. Poi è sparito. Pochi secondi, bussare piano alla porta. ‘Sofia?’, voce roca. Ho aperto nuda, solo mutandine. ‘Ti ho visto’, ho sussurrato, tirandolo dentro. O quasi. L’ho spinto contro il muro del corridoio, balcone aperto. Musica da lui che filtra ancora.
Bacio feroce, lingue che si divorano. Le sue mani sulle mie chiappe, stringe forte. ‘Cazzo, sei una troia voyeur’, ride piano. Paura che i vicini sentano, signora Rossi dall’altra parte. Io mi inginocchio, slaccio i jeans. Il cazzo salta fuori, duro come ferro, vene gonfie. Lo lecco dal basso, saliva che cola. ‘Mmm, buono’, gemo. Lui ansima, mano nei miei capelli. Succhio il glande, lo prendo tutto in bocca, gola profonda. Sento una porta sbattere di sotto, ci blocchiamo. Eccitazione pura.
Sesso Selvaggio con il Rischio di Essere Scoperti
Mi alzo, lo spingo sul balcone. Notte buia, luci dei palazzi. ‘Qui, fottimi qui’. Mi piego sulla ringhiera, mutandine abbassate. Fica bagnata, esposta. Lui dietro, cazzo che preme sul mio culo. ‘Sei stretta’, grugnisce, entra piano. Poi spinge forte, palle che sbattono. Io gemo basso, ‘Più forte, cazzo!’. Mano sulla bocca per non urlare. Lecco il mio clito con le dita, lui pompa. ‘Il tuo culo rosa, lo voglio’. Tira fuori, sputa, infila un dito nel buco stretto. Io tremo, ‘Sì, troia del culo’. Poi due dita, entra esci, mi fa impazzire.
Mi giro, lo spingo giù sulla sedia del balcone. ‘Ora lecco io te’. Batto la lingua sul suo ano, lui contrae. ‘Cazzo, Sofia…’. Succhio le palle, le prendo in bocca. Lui mi afferra la testa, ‘Sto per venire’. ‘No, resisti’. Mi alzo, mi siedo sulla sua verga. Fica che lo ingoia, su e giù veloce. Seni che ballano, lui li morde. Un’auto passa, fari ci sfiorano. ‘Ci vedono!’, rido eccitata. Vengo forte, spasmi, ‘Sto godendo!’. Lui esplode dentro, sperma caldo che riempie.
Ci ritirammo dentro, sudati, ansimanti. Musica spenta ormai. Lo guardo, sorriso complice. ‘Segreto nostro’. Lui annuisce, bacio dolce. Ora ogni luce accesa nel palazzo mi fa fremere. La coproprietà? Un nido di segreti carnali. Domani lo rivedrò al portone, occhi complici. L’adrenalina non svanisce.