Mi chiamo Sofia, ho ventotto anni, capelli castani mossi, occhi verdi che dicono tutto. 1,65 per 54 chili, tette sode 85B, culo tondo che mi piace anche se lo trovo troppo pronunciato. Vivo in un condominio vecchio a Roma, balcone che dà su quello di Marco, il vicino di fronte. Bello, occhi azzurri, corpo atletico. Ci salutiamo sempre, sguardi che durano un po’ troppo.
Ieri sera, estate afosa. Caffè sul balcone, aroma forte nell’aria. Luce cala, appartamento suo illuminato fioco. Tenda si muove piano… ehm, lo vedo. Solo, canottiera sudata, pantaloncini larghi. Si siede sul divano, mano che scivola giù. Cuore batte forte. Io indosso vestitino leggero, niente sotto. Mi appoggio alla ringhiera, gambe accavallate, lo fisso. Lui alza gli occhi, mi vede. Sorrido, mordo labbro. Mano sua si muove ritmica, cazzo che si indurisce sotto il tessuto. Auto passa in strada, rumore copre il mio respiro accelerato.
Lo Sguardo che Accende Tutto
Non resisto. Alzo il vestito piano, figa esposta all’aria fresca. Lui ansima, occhi spalancati. Mi tocco clitoride, dita umide. ‘Cazzo, Sofia…’, mormora, lo leggo sulle labbra. Tensione elettrica, proibito, vicini, qualcuno potrebbe vedere. Desiderio sale, fiche che pulsa. Lui si alza, cazzo duro che preme. Bussa alla mia porta cinque minuti dopo. ‘Non ce la facevo più’, dice entrando.
Porta aperta sul balcone, rischio alto. Mi butta contro il muro, bocca sulla mia, lingua famelica. ‘Ti voglio da mesi’, ringhia. Strappa vestito, tette libere, succhia capezzoli duri. Mani sul culo, mi gira. ‘Mostrami quella figa bagnata’. Mi piego, figa aperta, lui lecca vorace. Lingua dentro, succhia clito, gemo forte. ‘Shh, i vicini…’, ma non mi fermo. Auto lontana romba, adrenalina pompa.
Sesso Selvaggio con il Rischio di Essere Scoperti
‘Cazzo, entra in me’. Mi penetra secco, cazzo grosso, duro come ferro. ‘Aaah, sì, scopami forte!’. Pistonate violente, palle che sbattono su figa. Io spingo indietro, ‘Più profondo, riempimi!’. Mano sua su bocca, ma gemo lo stesso. Fianco finestra aperta, tenda mosso dal vento, luce da appartamento accanto. Paura eccita: ‘E se ci vedono?’. ‘Che vedano come ti fotto’. Mi sbatte sul balcone, figa contro ringhiera, lui dietro. Cazzo affonda, io squirto, liquido caldo sulle piastrelle. ‘Sto venendo, troia!’. Sborra dentro, getti caldi mi riempiono. Trema, io contrao figa per mungere tutto.
Crollo in ginocchio, lecco cazzo pulito, sborra e mie sughi. ‘Buona?’, sorride. Bacio bagnato. Copriamo tracce, lui va. Notte calma ora, stelle sopra. Ma domani? Quel segreto carnale cambia tutto. Ogni balcone, ogni finestra, ora sa di sesso proibito. Il condominio non è più lo stesso, pieno di desideri nascosti. Adrenalina resta, voglio di più.