Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva dalla tazza. La sera era tiepida, un’auto è passata lenta in strada, fari che sfiorano i muri. Di fronte, nell’appartamento dei vicini, la luce tamisée filtrava dal sipario socchiuso. Luca e Sofia, quei due del piano di sotto, avevano ospiti. Risate basse, bicchieri che tintinnano. Li conosco da anni, saluti sulle scale, sguardi che durano un po’ troppo. Luca, alto, occhi scuri, mi fissa sempre il culo quando salgo. Ieri ci hanno invitato per una ‘serata giochi innocui’. Roberto ha detto sì, io ero già bagnata al pensiero.
Siamo arrivati, salotto illuminato fioco, vino rosso sul tavolo. Eravamo in quattro: io e Roberto, Luca e Sofia. Giochi stupidi, verità o obbligo. Ma gli sguardi… oh cazzo, quegli sguardi. Luca mi guarda le tette sotto la maglietta sottile, Sofia sfiora la coscia di Roberto ridendo. Io sento il cuore battere forte, l’aria densa di elettricità. ‘Verità: hai mai fantasmato su un vicino?’, chiede Sofia, occhi verdi fissi su di me. Arrossisco, ma dico sì. Luca sorride, mano che sfiora la mia gamba sotto il tavolo. Roberto tossisce, ma i suoi occhi su Sofia sono affamati. La tensione sale, proibita, così vicina, domani li incrocerò di nuovo sulle scale sapendo.
Sguardi roventi e tensione nell’aria
Poi il gioco deraglia. ‘Coppie miste per la camera degli ospiti, 20 minuti’. Il cigolio della porta dietro Luca e me è come un’esplosione. Stanza piccola, odore di lavanda e sudore suo. Mi guarda, cazzo, la sua erezione sporge dai pantaloni. ‘Sicura?’, mormora rauco. Annuisco, gola secca. La sua mano sulla mia anca, pollice che gira lento sulla pelle nuda sotto la gonna. Bacio feroce, gusto di vino e menta forte. Non come Roberto, più rude. Mi sfila il reggiseno, aria fresca sui capezzoli duri. Li succhia forte, denti che mordono. Gemo piano, ma dal salotto arriva un gemito di Sofia, basso, animalesco. Immagino la bocca di Roberto su di lei. Gelosia mi trafigge, figa che pulsa di più.
Luca mi spinge sul letto, pantaloni giù, cazzo duro grosso, venoso. ‘Voglio scoparti’, ringhia. Lo prendo in bocca, lo lecco dalle palle alla cappella, saliva che cola. Geme forte, ‘Brava troia’. Mi gira, gonna alzata, mutande strappate. Dita dentro, bagnata fradicia. ‘Cazzo, sei una fontana’. Mi penetra di colpo, colpi secchi, palle che sbattono sul culo. Ogni spinta, penso ai rumori: Sofia che urla, forse. Il sipario della finestra mosso dal vento, luce di un’auto fuori, e se un altro vicino vede? Paura mista a eccitazione, sudo, gemo ‘Più forte, scopami’. Viene dentro, caldo che mi riempie, io vengo tremando, unghie nella sua schiena.
Sesso crudo e il brivido di essere visti
Torniamo in salotto. Roberto e Sofia accaldati, complici. Lui mi guarda selvaggio, odore di sesso su di loro. Mi prende per mano, ‘Andiamo a casa’. Nel nostro appartamento, balcone ancora con tazza fredda. Mi sbatte contro la porta, ‘Raccontami tutto’. ‘Mi ha leccato la figa, mi ha fottuta duro’, ansimo. Strappa la gonna, dita nella mia fica piena di sperma di Luca. ‘Ora ti riempio io’. Mi scopa rabbioso, cazzo più grosso, colpi violenti. ‘Sei mia, puttana’. Ogni gemito, guardo la finestra di fronte, sipario fermo, ma so che cambierà tutto. Vengo urlando il suo nome, lui mi inonda.
Sdraiati, sudati, silenzio. Domani li vedrò, Luca con quel sorriso, Sofia con occhi maliziosi. Il palazzo non è più lo stesso. Ogni finestra un segreto, ogni balcone un rischio. E io? Voglio di più.