Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempiva le narici. Estate romana, umida, appiccicosa. Una macchina passa lenta in strada, romba piano. Alzo gli occhi: appartamento di fronte, luce tamisée filtra dal rideau che si muove appena. Luca, il vicino, torse nudo, sudato, muscoli tesi mentre si asciuga. I nostri sguardi si incrociano. Sorride, malizioso. Io arrossisco, ma non distolgo lo sguardo. Lo vedo spesso così, e ogni volta sento un calore tra le cosce.

Paolo, il suo coinquilino, amico inseparable, ride con lui. Alto, moro, occhi scuri. Li spio da giorni. Proibito, eh? Vicine di casa, balconi vicini. Una volta Luca mi ha salutato nudo dalla vita in giù, cazzo semi-eretto che dondolava. Ho finto di non vedere, ma la fica mi pulsava. Stasera, un messaggio: “Vieni per un drink? Balcone comune.” Cuore che batte forte. Indosso un vestitino leggero, niente sotto. L’odore di gelsomino nell’aria, brividi.

Lo sguardo che accende tutto

Arrivo, loro due con birre. “Alessandra, finalmente,” dice Luca, occhi che mi scansionano. Paolo versa, mano che sfiora la mia. Parliamo, ridiamo, ma l’aria è elettrica. “Ti abbiamo vista spiarci,” ammette Paolo, ridendo. Arrossisco. “E tu ci ecciti,” aggiunge Luca. La sua mano sulla mia coscia. Tremo. “Qui? Qualcuno potrebbe vedere,” sussurro, ma le gambe si aprono da sole.

Entriamo in casa loro, porta finestra aperta sul balcone. Luce fioca, tenda che ondeggia piano. Luca mi bacia, lingua invadente, mani che tirano su il vestito. “Sei bagnata,” mormora, dita nella fica. Gemo piano. Paolo dietro, cazzo duro contro il mio culo. “Fammi vedere,” dice. Mi spogliano, nuda tra loro. Luca mi siede sul divano, lecca la fica, lingua sul clito. “Oh cazzo, sì…” Paolo mi infila due dita, poi tre. “Sei una fontana, troia.” Escito forte, ma una macchina passa, fari illuminano la tenda. Paura, eccitazione pura.

Il sesso selvaggio senza freni

“Voglio il tuo cazzo,” dico a Luca. Mi siedo su di lui, fica che ingoia il suo uccello grosso. “Piano, spacchi tutto,” gemo, ma cavalco forte. Paolo guarda, si sega. “Falla godere,” dice Luca. Paolo si avvicina, mi infila la lingua in bocca. Poi, dita sul mio ano. “No… sì…” Mi giro a pecorina, Luca mi scopa da dietro, palle che sbattono. Paolo davanti, cazzo in bocca. Succhio, sbavo. “Brava puttana,” grugnisce.

Cambiamo. Luca sotto, io sopra, Paolo prova a entrare nella fica con lui. “Aspetta… ahi! Troppo grossi!” Ma spingo, doppia penetrazione. “Cazzo, mi riempite!” Gemiti soffocati, mordo il cuscino. “Vado a venire,” ansimo. Esplodo, fica che contrae su due cazzi. “Jouiiiii,” urlo piano. Loro non mollano, spingono. Una luce si accende dal vicino di lato. “Shhh, ci vedono!” Ma eccita di più. Luca viene primo, sborra calda dentro. “Prendila tutta!” Paolo segue, mi riempie fino all’orlo. Sperma cola, puzza di sesso.

Crollo tra loro, sudati, ansimanti. Tenda si muove, brezza fresca. “È stato pazzesco,” sussurra Luca, mano sul mio seno. Paolo mi bacia il collo. “Segreto nostro.” Ci rivestiamo piano, birre finite. Esco, gambe molli, fica dolorante e soddisfatta. Sul balcone, caffè freddo ormai. La coproprietà non è più la stessa. Ogni luce, ogni rumore, mi fa fremere. Li saluto con un occhiolino. Domani? Chissà.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *