Ero sul balcone ieri sera, con una tazza di caffè fumante in mano. L’odore forte mi avvolgeva, mischiato all’aria tiepida della notte romana. Le luci del quartiere erano basse, tamisée. Appartamento di fronte, tende socchiuse appena, si muovevano piano con la brezza. Marco, il mio vicino, quel figo con i muscoli tesi e lo sguardo da predatore, era lì solo. Guardava la TV, ma… cazzo, sembrava un film hot. Vedevo ombre, corpi che si agitavano. Una mano che scivolava giù. Il cuore mi batteva forte. Macchina passa in strada, romba basso, mi fa sobbalzare. Lui alza gli occhi. Mi fissa. Sorride. E io? Non mi muovo. Gambe che tremano un po’. Sento la figa che si bagna già, solo per quello sguardo proibito.
Ci conosciamo da anni, amici di palazzo, chiacchiere sul pianerottolo. Ma stasera? Altro livello. ‘Vieni da me per un film?’, gli mando un messaggio veloce. ‘Ok, arrivo’, risponde. Dieci minuti dopo, bussa. Entriamo in salotto, luci spente, solo TV. Preparo croque-monsieur veloci, coca fredda. Scegliamo ‘Color of Night’, quel thriller con scene da far impazzire. Iniziamo. Lei si siede vicina, coscia contro coscia. ‘Fa caldo eh?’, dice ridendo. Io annuisco, sudata. Film va avanti, baci appassionati sullo schermo. Lei… Marco, si sposta. Braccio sul mio schienale. Mano sfiora collo. Brividi. Tende della finestra aperte, balcone vicino. Qualcuno potrebbe vedere. Il vicino di fianco ha luce accesa. Paura mista eccitazione. ‘Ti piace?’, sussurra. ‘Sì… troppo’, balbetto. Fine film. Cuori che pompano. Saliamo in camera mia, combutta accogliente, letto grande, doccia accanto. Nessun rumore dai genitori, fuori città.
Lo sguardo dal balcone e la tensione che sale
Parliamo del film, scene osé. Lei… lui si avvicina. ‘Ho voglia di baciarti’, dice diretto. Esito. ‘Siamo vicini, Marco… e se ci vedono?’. Ma lui ride, spegne luce. Buio, solo luna dal balcone. Mi bacia. Labbra calde, lingua che forza. Resisto un secondo, poi cedo. Bacia da dio. Mani sul suo petto sodo. Sento cazzo duro contro coscia. ‘Cazzo, sei bagnata?’, mormora, mano sotto gonna. Sì, figa fradicia. Slip via. Dita dentro, due, veloci. Gemo piano. ‘Shh, i vicini…’, dice eccitato. Paura ci eccita di più. Mi spoglio veloce. Seni liberi, capezzoli duri. Lui toglie maglietta, pantaloni. Cazzo enorme, venoso, dritto. ‘Succhiamelo’, ordina. Mi metto in ginocchio. Bocca piena, lingvo cappella, sugo giù. Geme forte. ‘Brava troia’. Rumore passi fuori? Auto? Cuore in gola, ma continuo. Sputo, pompino bagnato.
La scopata esplosiva col rischio di essere visti
Mi butta sul letto. Gambe aperte. ‘Ti scopo ora’. Figa esposta, clito gonfio. Entra piano, poi spinge forte. ‘Ahhh cazzo!’. Piena, stretchata. Pompa duro, palle che sbattono. Sudore cola. ‘Più forte, scopami!’. Tette che rimbalzano, lo graffio schiena. Finestra aperta, tende mossero dal vento. Luce vicino accesa, ombre. ‘Ci vedono? Figo…’. Lui accelera, bestia. Dita sul clito, vengo urlando basso. ‘Sììì!’. Lui tira fuori, sborra sul ventre caldo, getti densi. Ansima. Ci abbracciamo, corpi appiccicosi.
Calma dopo. Sudati, coperta leggera. Silenzio notte, solo ticchettio orologio. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. Annuisco. Ma ora? Ogni luce in palazzo ha un segreto. Balcone domani? Sorriso complice. Il quartiere non è più lo stesso. Quel brivido voyeur, la scopata proibita… ci ha cambiato tutto.