Ero sul balcone, con la tazza di caffè in mano, quel profumo forte che mi riempiva le narici. La sera calava piano su Roma, le luci dei lampioni tremolavano. Di fronte, nell’appartamento illuminato fioco, c’era lui, Marco, il vicino palestrato, tipo guerriero con quei muscoli gonfi sotto la maglietta. E lei, Sofia, la sua ragazza, mora formosa, tette che sporgevano dalla camicetta sbottonata. Li spiavo da giorni, il cuore che batteva forte. Il rideau mosso appena, un refolo d’aria. Un’auto passò in strada, rombando piano.

I loro sguardi si incrociavano con i miei, lo sentivo. Lui mi fissava, io facevo finta di niente, ma il mio corpo fremeva. ‘Cazzo, quanto è figo’, pensavo, mordendomi il labbro. Sofia rideva, gli accarezzava il petto, ma i suoi occhi saettavano qua. L’interdetto del vicinato, così vicini, un palazzo intero che poteva spiare. Io adoravo quel brivido, sentirmi nuda sotto quello sguardo. Una sera, la tenda si aprì di più, lui solo, pantaloni larghi, mano che si muoveva lenta. Il mio clito pulsava già.

Lo Sguardo che Brucia Attraverso le Tende

Non ressi più. Aprii la finestra, luce bassa sul mio corpo. Mi slacciai la vestaglia, seni liberi, capezzoli duri come sassi. Lui si bloccò, occhi spalancati. ‘Vieni qua, troia’, mormorò, voce rauca che arrivò fin qua. Il cuore mi scoppiava. Scavalcai il balcone? No, lui venne da me, porta socchiusa, sudato. ‘Ti guardo da settimane, puttana’, ringhiò, afferrandomi i fianchi. Le sue mani ruvide sui miei glutei, mi spinse contro il muro. ‘Fammi vedere quella fica bagnata.’

Gli slacciai i jeans, il cazzo saltò fuori, grosso, venoso, cappella viola gonfia. ‘Porca puttana, è enorme’, gemetti. Mi girò, schiaffo sul culo, ‘Inginocchiati.’ Lo presi in bocca, succhiavo forte, saliva che colava, lui mi teneva i capelli. ‘Brava, leccalo tutto.’ Paura che un vicino sentisse, un rumore di passi giù in cortile. Mi alzò, mi aprì le cosce, ‘Guarda come sei fradicia.’ Entrò di colpo, cazzo che mi sfondava la figa, doloroso e delizioso. ‘Ahhh, sì, scopami forte!’ Urlavo piano, lui pompava selvaggio, palle che sbattevano.

L’Incontro Esplosivo e il Sesso Senza Limiti

Contro la finestra aperta, tette schiacciate sul vetro, lui dietro, mi martellava. ‘Se ci vedono? Figa, mi eccita di più.’ Mani sul mio clito, frotteva, io squirtai, liquido che bagnava il pavimento. Mi voltò, gambe intorno al suo culo, mi leccava i capezzoli, mordicchiava. ‘Vengo dentro, troia.’ Sborrò caldo, riempì la mia fica, gocciolava. Ansimavamo, sudati, odore di sesso nell’aria.

Dopo, sdraiati sul tappeto, lui mi accarezzava piano. ‘Non dirlo a nessuno.’ Sorrisi, ‘Il nostro segreto.’ La luce dell’appartamento di fronte era spenta, ma ora tutto il palazzo aveva un altro sapore. Ogni finestra, ogni balcone, nasconde un desiderio. Cammino per le scale con un brivido nuovo, sapendo che lui è lì, pronto a rifarlo. L’adrenalina non svanisce, mi ha cambiata.

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