Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria fredda di dicembre. La luce tamisée dell’appartamento di fronte filtrava dalle tende semiaperte. Li vedevo bene, quei vicini perfetti: lui, Marco, professionale, sulla quarantina, e la sua bionda stupenda, Karen. Ridevano vicino al camino, il crepitio delle legna che arrivava piano fino a me. Un rumore di macchina in strada, e il cuore mi batte… e se mi vedessero?

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Poi la sonnetta. Arriva Anastasia, la brunetta sexy, quella che capita spesso. Troppo presto, eh? Entra, saluti caldi, vini versati. Si siedono vicine sul divano di pelle, Anastasia con la mano sulla coscia di Karen. Io trattengo il fiato. Lei si china a sussurrare, le tette piccole che ballano sotto il maglioncino. Niente reggiseno, cazzo. Incrocia le gambe, e… flash! La sua fica pelosa, bagnata, luccica per un secondo. Marco tossisce, arrossisce. Io sento la figa gonfiarsi, l’adrenalina del proibito. Siamo così vicini, un palazzo di distanza, ma se alzo la voce mi sentono. Il balcone è buio, ma il mio caffè fuma, traditore.

Lo sguardo che accende il fuoco proibito

La tensione sale. Ridono, vino che scorre, guance rosse. Anastasia osa: ‘Posso scoparmi Karen stasera? Mi manca da morire.’ Silenzio. Karen arrossisce, guarda Marco. Lui annuisce, cazzo duro nei pantaloni. Anastasia si spoglia lenta, tette sode con capezzoli turgidi, fica umida che brilla al fuoco. Si sdraia, si tocca, ‘Vieni, leccami.’ Karen esita, poi si tuffa. Lingua sulla fica, succhia il succo, gemiti bassi. ‘Hmmm, sì, la mia leonessa…’ Io mi infilo una mano nelle mutande, figa fradicia, dita che scivolano. Paura: una luce si accende al piano di sopra, un altro vicino? No, spegne. Eccitazione doppia.

L’orgasmo condiviso nel buio del quartiere

Marco guarda, si slaccia. Cazzo enorme, venoso. Karen lo prende in bocca, deep throat, palle sul viso. Anastasia lecca la fica rasata di Karen, dita dentro. Io sudo, freddo fuori, bollente dentro. ‘Scopami,’ geme Karen. Marco la incula forte, pacche sulle chiappe. Anastasia sotto, lecca le palle, infila un dito nel culo di lui. Lui esplode: ‘Cazzo, vengo!’ Sborra che trabocca dalla fica di Karen. Poi Anastasia cavalca Marco, fica stretta che lo mangia, Karen le lecca le palle. ‘Sborrami in faccia!’ grida. Lui schizza, sperma su viso e pancia. Loro si baciano, condividono il latte caldo. Io vengo piano, mordendomi il labbro, succo che cola sulle cosce.

Tornano calmi, abbracci, Anastasia resta a dormire. Spegnono luci, tende si chiudono piano. Io rientro, tremando. Caffè finito, freddo. Ora ogni luce accesa nel palazzo ha un segreto. Li guardo diverso: Marco sa che l’ho visto? Anastasia ha sorriso verso la finestra? Questo vicinato non è più lo stesso. Un brivido nuovo, ogni sera sul balcone. Chissà cosa succederà dopo…

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