Ero sul balcone stamattina, con la tazzina di caffè fumante in mano. L’odore forte mi riempiva le narici, mischiato all’aria fresca di Roma. Una macchina è passata lenta in strada, rombando piano. Ho dato un’occhiata distratta all’appartamento di fronte, quello dei nuovi vicini. Il tendaggio si è mosso appena, una fessura di luce gialla filtrava. E lì, cazzo, Sofia era nuda sul letto, gambe spalancate. Si toccava il clitoride piano, gemendo piano, tette sode che ballonzolavano.

Il suo ragazzo, quel moro palestrato, è entrato senza bussare. Si è inginocchiato tra le sue cosce, lingua dentro la figa bagnata. Lei ha inarcato la schiena, ‘Oh sì, leccami così…’. Io sentivo tutto, il cuore che mi batteva forte. La mia passera ha iniziato a pulsare, ho stretto le cosce sotto la vestaglia leggera. Sapevo che Luca, il vicino di fianco, poteva vedermi. Quel figo con gli occhi verdi, sposato ma sempre a guardarmi le tette.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

Ho aperto un po’ la vestaglia, lasciando intravedere i capezzoli duri. Lui era lì, alla finestra, pantaloni tesi. Ci siamo guardati, un sorriso complice. ‘Ti piace lo spettacolo?’, ha mimato con la bocca. Ho annuito, mordendomi il labbro. Il desiderio saliva, proibito, così vicino. Una vicina poteva passare, sentire. Ma l’adrenalina mi bagnava tutta.

Non ho resistito. ‘Vieni qui’, gli ho sussurrato forte, sapendo che sentiva. Pochi minuti dopo, bussava piano alla mia porta. L’ho tirato dentro, sul balcone stretto. ‘Shh, mia moglie dorme’, ha detto ansimando, mani già sotto la vestaglia. Le sue dita hanno trovato la mia figa fradicia. ‘Sei una troia voyeur, eh?’. ‘Sì, e tu un cornuto eccitato’, ho risposto ridendo piano.

L’Incontro Infuocato e il Rischio di Essere Scoperti

Mi ha girata contro la ringhiera, gonna alzata. Il suo cazzo grosso, venoso, mi ha sfregato il culo. ‘Prendilo tutto’, ha ringhiato, spingendo dentro di colpo. La mia passera lo ha ingoiato, stretta e calda. ‘Cazzo, che figa stretta…’. Pompatura forte, colpi secchi, palle che sbattevano. Io gemevo piano, ‘Più forte, fammi urlare’. Sentivo Sofia gemere ancora da lì, il loro letto che cigolava. Paura che la moglie di Luca si svegliasse, che un’auto si fermasse sotto.

Mi ha preso i capelli, tirando. ‘Ti sfondo, puttana’. Ho venute tremando, schizzi sulla piastrelle. Lui ha accelerato, ‘Sto per venire… dove?’. ‘Dentro, riempimi la figa!’. Ha esploso, sborra calda che colava giù le cosce. Ci siamo fermati ansanti, sudati, tenda di fronte ancora mosso.

Ora sono dentro, caffè finito, ma ogni finestra del palazzo ha un segreto. Luca mi ha mandato un messaggio: ‘Domani di nuovo?’. Il quartiere non è più lo stesso. Ogni balcone, ogni tenda, profuma di sesso proibito. Non vedo l’ora di spiare ancora, e di farmi scopare.

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