Ero sul balcone, con una tazza di caffè in mano. L’odore forte mi saliva nelle narici, mescolato all’aria tiepida della sera. La luce tamisée dall’appartamento di fronte filtrava attraverso le tende semiaperte. Luca, il vichino single, era lì. L’ho visto spogliarsi piano, la camicia che scivolava via, rivelando quel petto muscoloso. I miei occhi si sono fissati sul suo corpo. Ehm… lui si è girato, come se sapesse. I nostri sguardi si sono incrociati. Un brivido mi ha percorso la schiena.

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Ho abbassato lo sguardo, fingendo di bere il caffè, ma sentivo la fica che si bagnava già. Un rumore di macchina in strada, lenta, come se passasse apposta. Il suo balcone era a due metri dal mio, divisi solo da un giardinetto. Lui ha sorriso, un sorriso malizioso. ‘Buonasera, Sofia’, ha detto piano, la voce bassa che mi arrivava chiara. ‘Ti piace lo spettacolo?’

Sguardi Rubati e Desiderio Crescente

Ho arrossito, ma non mi sono mossa. ‘Ehm… sì, un po”, ho balbettato, la voce tremante. Lui si è avvicinato alla ringhiera, i pantaloni che gli stringevano il pacco gonfio. ‘Vieni qui, dai, non mordono’. Il cuore mi batteva forte. L’interdetto del vicinato, i vicini che potevano spiare… mi eccitava da morire. Ho posato la tazza, le mani sudate. Un vento leggero ha mosso il mio vestitino leggero, scoprendo le cosce.

Ci siamo parlati piano, di tutto e niente. Ma i suoi occhi divoravano le mie tette, il décolleté profondo. ‘Sei una bomba, Sofia. Ti penso da mesi, quando ti vedo nuda alla finestra’. Io? Nuda? Oddio, mi aveva vista! La fica pulsava, bagnata fradicia. ‘Anch’io ti guardo, Luca. Quel tuo cazzo grosso nei boxer…’. Lui ha riso, si è slacciato i pantaloni. ‘Vuoi vederlo da vicino?’

Non ce l’ho fatta più. Sono scesa, ho bussato alla sua porta. Aperta di colpo, mi ha tirata dentro. Le sue mani sulle mie tette, a strizzarle forte. ‘Cazzo, quanto sei troia’, ha ringhiato, baciandomi il collo. L’odore del suo sudore maschio mi inebriava. Mi ha sbattuto contro il muro, la gonna alzata. ‘Spogliati, fammi vedere quella fica bagnata’. Ho obbedito, mutande a terra, le labbra gonfie di voglia.

L’Esplosione di Piacere e il Rischio di Essere Scoperti

Mi ha messa a quattro zampe sul tappeto, vicino alla finestra aperta. ‘Guarda fuori, Sofia, magari ci vedono’. Un brivido di paura eccitante. Ha infilato due dita nella mia fica, fradicia, facendomi gemere. ‘Sei una fontana, puttana’. Poi il suo cazzo, duro come ferro, grosso, venoso. Me l’ha ficcato in bocca prima, spingendo in gola. ‘Succhia, troia, leccami le palle’. Io lo facevo, sbavando, mentre una macchina passava di nuovo, fari che illuminavano la stanza.

‘Adesso ti scopo’. Mi ha penetrata da dietro, il cazzo che entrava tutto, sbattendomi forte. ‘Aah! Sì, Luca, scopami più forte!’. Ogni colpo mi faceva urlare, le tette che ballavano. Paura che i vicini sentissero, il rideau dell’appartamento accanto che si muoveva appena. Lui mi teneva i fianchi, sudato, grugnendo. ‘La tua fica è stretta, cazzo, ti riempio di sborra’. Accelerava, palle che sbattevano sul mio clito. Io venivo, spruzzando, ‘Sto venendo, non fermarti!’. Lui ha esploso dentro, caldo, profondo, gemendo forte.

Siamo crollati, ansimanti. Il suo sperma colava dalle mie cosce. Fuori, silenzio, solo un cane che abbaiava lontano. Mi ha baciata piano. ‘Questo è il nostro segreto, Sofia’. Sono tornata a casa, le gambe molli, la fica dolorante ma felice. Ora ogni luce accesa nel palazzo ha un sapore diverso. Quel vicinato è cambiato: pieno di segreti carnali, di desideri nascosti. E io? Io ne voglio ancora.

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