Abito in questo palazzo vecchio a Roma, balconi uno sull’altro, vicini che si spiano senza dirlo. Io, Sofia, 35 anni, single e troia dentro, adoro quel brivido. Ogni sera, caffè in mano, sul balcone. Odore forte, amaro, che si mescola al traffico giù in strada. Macchine che sfrecciano, clacson lontani. E lì, appartamento di fronte, lui. Marco, il vicino in carrozzina. Incidente di moto anni fa, dicono. Vive solo, tende semiaperte, luce gialla tamisée. Lo vedo spesso, solo con la TV accesa.
Una sera, piove piano. Io in vestaglia leggera, niente sotto. Mi sporgo, sigaretta accesa. Lui sul divano, camicia aperta, mano che si muove piano sui pantaloni. Si tocca? Cazzo, sì. Il mio cuore batte forte. Rideau che si muove appena, vento? O mi ha vista? I nostri occhi si incrociano. Lui arrossisce, ferma la mano. Io sorrido, lecco le labbra. Non distolgo lo sguardo. Lui… esita, poi sorride. Qualcosa scatta. Da quel momento, ogni sera, giochi di sguardi. Io mi tocco piano, fica bagnata, sapendo che mi guarda. L’interdetto del quartiere mi eccita da morire. E se qualcuno passa sul balcone accanto?
Sguardi Caldi dalla Finestra
Giorni dopo, lo incontro giù, nel garage sotterraneo. Luci che sfarfallano, umido, silenzio rotto da una goccia. ‘Ciao Sofia’, dice timido. Aiuto a spingere la carrozzina fino all’ascensore. Corpi vicini, profumo suo, sudore misto a colonia. ‘Grazie… entra un attimo?’, mi chiede. Cuore in gola. ‘Sì…’. Su da lui, appartamento ordinato, crocifisso sul letto. Beviamo whisky, bicchieri che tintinnano. ‘Ti ho vista… l’altra sera’, confessa rosso. ‘Anch’io. Mi fai impazzire’. Ci baciamo, lingue affamate. Mani sue sui miei tette, dure. Io gli slaccio i pantaloni, cazzo duro, grosso. ‘Cazzo, Marco…’.
Sesso Selvaggio con Rischio Occhiate
Lo spingo sul letto, carrozzina da parte. Paura che bussino, che i vicini sentano. Finestra aperta, balcone di fronte illuminato, tende ferme. Qualcuno potrebbe spiare. Mi eccita di più. Gli succhio il cazzo, saliva che cola, ‘Slurp… sì, troia…’. Lui geme, ‘Piano, c’è gente…’. Fica fradicia, mi siedo sopra, lo infilo piano. ‘Ahhh… che fica stretta!’. Cavalcata selvaggia, tette che ballano, sudore che cola. Lui mi afferra il culo, ‘Scopami forte!’. Batto giù, cazzo che sbatte dentro, bagnato. ‘Mi stai distruggendo la fica…’. Paura costante: rumore passi fuori? Auto che passa? Mi fermo un secondo, guardo fuori. Niente. Riparto più forte. ‘Voglio la tua sborra dentro!’. Lui ansima, ‘Vengo… cazzo!’. Sborra calda mi riempie, orgasmo mio esplode, urlo soffocato. Muscoli che stringono, tremante.
Dopo, sudati, abbracciati. Whisky di nuovo, sigarette. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. ‘Il nostro segreto’. Rientro a casa, gambe molli. Ora ogni luce accesa nel palazzo ha un sapore nuovo. Quei balconi, quelle finestre… chissà chi spia chi. Il quartiere non è più lo stesso. Ogni sguardo è una promessa sporca. Adrenalina pura, voglio di più.