Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Milano dormiva piano, un’auto lontana rombava in strada. L’appartamento di fronte, luce tamisée, il rideau che si muoveva appena. Lui, Marco, il vicino single, alto, muscoloso, con quella barba incolta che mi fa bagnare. Lo vedevo seduto sul divano, pantaloni abbassati, mano che pompava lenta sul cazzo duro. Cazzo, che spettacolo. Il mio cuore batteva forte, le mutandine già umide.
Mi sporgevo di più, gonna sollevata dal vento leggero. Lui alza gli occhi, mi fissa. Sorrido, mordicchio il labbro. Non distoglie lo sguardo, accelera la mano. Il rideau si apre di un filo, come un invito. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, eccitazione che mi sale dal basso ventre. Passa una macchina, freno che stride, mi ritiro un attimo, ma torno. Lui ora in piedi, cazzo in mano, mi fa cenno. ‘Vieni?’, mima con le labbra. Il proibito del vicinato, così vicino, così rischioso. Qualcuno poteva vederci dai balconi intorno.
Sguardi Rubati e Desiderio Crescente
Non resisto. Apro la porta, lui è già fuori, in boxer tesi. ‘Non ce la facevo più, ti guardo da settimane’, sussurra rauco, mano sul mio culo. Lo tiro dentro, ma no, ‘Qui, sul balcone’, dico io, voce tremante. L’adrenalina mi fa tremare le gambe. Lo spingo contro la ringhiera, gli abbasso i boxer, cazzo grosso, venoso, in faccia. ‘Succhialo, troia’, ringhia piano. Lo prendo in bocca, linguale che gira sul cappello, saliva che cola. Geme, mano nei miei capelli. ‘Piano, i vicini…’, ma spinge più forte, mi scopa la gola.
Sesso Crudo e il Terrore di Essere Scoperti
Mi gira, gonna su, mutande da parte. ‘Sei fradicia’, dice, dito dentro la figa, poi due, pompa veloce. ‘Scopami, dai’, imploro. Entra di colpo, cazzo che mi riempie, palle che sbattono sul culo. ‘Cazzo, che figa stretta’, ansima, colpi duri, ritmati. Io mi aggrappo alla ringhiera, tette fuori dal top, capezzoli duri al vento. Un rumore di passi giù in cortile, ci blocchiamo, lui dentro fino in fondo, palpito. ‘Shh…’, sussurra, ma riprende, più forte, mano sulla bocca. Paura e goduria, ‘Se ci vedono…’, penso, ma vengo, figa che si contrae sul suo cazzo. Lui esplode, sborra calda dentro, ‘Prendila tutta’.
Ci stacchiamo piano, sudati, ansimanti. Si tira su i boxer, io la gonna. ‘È stato… pazzesco’, dice con un ghigno complice. Un bacio veloce, fugge dentro. Io resto lì, caffè freddo ormai, corpo che trema ancora. Ora ogni luce accesa di fronte mi fa bagnare, ogni saluto in ascensore è un segreto sporco. La coproprietà non è più la stessa: siamo complici, voyeur l’uno dell’altra, pronti a ricascarci. L’odore di sesso misto a caffè, impresso per sempre.