Ero sul mio balcone, lunedì sera, con una tazza di caffè fumante in mano. L’odore forte mi invade le narici, misto all’aria umida di Roma. Le luci della strada tremolano, una macchina passa lenta, rombando piano. Di fronte, nell’appartamento al terzo piano, la finestra è socchiusa. Il rideau si muove appena, una brezza leggera. Lo vedo, il mio vicino, Marco. Alto, spalle larghe, tatuaggi sul petto. Sta bevendo una birra, solo in boxer. I suoi occhi… cazzo, mi fissano. Io indosso solo una canottiera sottile, i capezzoli duri per il fresco. Sorridiamo. Ehm… lui si avvicina al vetro, io non mi muovo. Sento il cuore che batte forte. È proibito, no? Vicini di casa, lui sposato, io single ma… dio, quel corpo.

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La sera dopo, stessa scena. Sto lavando i piatti, ma guardo fuori. Lui è lì, nuda la torso, sudato da palestra. Si tocca piano, il cazzo che si indurisce sotto i pantaloni. Per me? Mi bagna la figa all’istante. Allungo la mano sotto la gonna, sfrego il clitoride. Lui vede, annuisce. ‘Vieni’, mima con le labbra. Io esito, la via è viva, gente che passeggia. Ma l’adrenalina… apro la porta finestra. ‘Che fai?’, dico piano, voce tremante. ‘Ti voglio da mesi, Valeria’, risponde lui, voce bassa, rauca. Le sue mani mi afferrano i fianchi, mi tira dentro. No, sul balcone no… ma sì, il rischio mi eccita da morire.

Lo Sguardo che Brucia dall’Appartamento di Fronte

Mi spinge contro il muro, la sua bocca sulla mia. Bacio bagnato, lingue che si intrecciano. ‘Ti ho vista ieri, che ti tocchi’, mormora, mano tra le mie cosce. ‘E tu col cazzo duro’, gemo io. Mi strappa le mutande, dita dentro la figa fradicia. ‘Sei una troia bagnata’, dice ridendo. Mi giro, mani sul parapetto, gonna alzata. Sento la zip, il suo cazzo grosso che preme contro il mio culo. ‘Scopami, Marco, forte’. Entra di colpo, un colpo secco. ‘Ahhh! Cazzo!’, urlo piano, mordendomi il labbro. Pompa duro, palle che sbattono sulla mia pelle. La luce del palazzo di fianco è accesa, ombre che si muovono. ‘Se ci vedono…’, ansimo. ‘Meglio, che guardino come ti riempio’, grugnisce lui, afferrandomi i capelli.

La Scopata Intensa col Rischio di Essere Scoperti

Mi fa inginocchiare, cazzo in bocca. Succhio avida, saliva che cola, lo lecco dalle palle alla cappella. ‘Brava puttana’, geme, spingendo in gola. Tossisco, ma continuo, occhi lacrimosi su di lui. Poi mi rimette in piedi, una gamba alzata. Mi penetra di nuovo, clitoride sfregato dalla sua peluria. ‘Vengo, cazzo!’, grida piano. Sento il suo sperma caldo schizzare dentro, la figa che pulsa nel mio orgasmo. Sudati, ansimanti, corpi appiccicati. Un’auto frena giù in strada, voci di vicini. Ci stacchiamo veloci.

Torniamo dentro, porte chiuse. ‘Non dirlo a tua moglie’, sussurro, accarezzandogli il petto. ‘Il nostro segreto’, risponde baciandomi. Ora, ogni volta che vedo le finestre illuminate, penso a quel balcone, al suo cazzo nella mia bocca, al rischio. La coproprietà non è più la stessa: occhi indiscreti, corpi nascosti, desideri pronti a esplodere. E io? Io voglio di più.

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