Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che mi pizzicava il naso. Notte umida a Milano, luce fioca dall’appartamento di fronte. Quelli dei Crapougnac, no, i Rossi, coppia borghese, sempre in chiesa la domenica. Lui, Childo, tipo, sui 55, panciuto ma con occhi da porco. Lei, magra e bigotta.
Sentii urla. ‘Non toccarmi con quella schifezza!’ Rideaux socchiusi, vedo tutto. Lui nudo, cazzo mezzo duro che dondola, in mano un coso verde, grosso, tipo plug anale. ‘È arte, amore, un albero di Natale!’ Lei in camicia da notte, trema, lo spinge. Odore di cognac filtra, auto passa in strada, freno stride, cuore mi batte.
Lo sguardo voyeur dal balcone
Mi appoggio alla ringhiera, vestaglia aperta. So che mi vede, a volte mi fissa quando stendo il bucato. Occhi si incrocciano. Lui esita, rideaux tremano appena. Lei fugge in camera, sbatte porta. Lui solo, mi guarda, mano sul cazzo. ‘Vieni a vedere?’ No, gesticola piano. Mi bagno già, mutande umide.
Non resisto. Apro di più la mia finestra, luce balcone accesa. Lui sorride, perverso. Si gira, mostra culo pallido. Lubrifica il plug, grosso, base larga. ‘Per te,’ mima. Spinge, grugnisce. Entra piano, muscoli si tendono. ‘Ahhh, cazzo!’ borbotta. Io mi tocco fica sopra slip, dita bagnate. Vento freddo su tette nude.
Lui accende, vibra! Bzzz, come un vibratore impazzito. Culo trema, gelatina. Si sega cazzo duro ora, grosso, vene gonfie. Mi fissa, io infilo dita in fica, due, tre. ‘Vieni qui,’ dice piano, voce rauca attraverso vetro. Paura: lei si sveglia? Altro vicino accende luce? Auto ripassa, fari sfiorano.
Sesso anale esplosivo con rischio di scandalo
Salto dentro, corro da lui, porta socchiusa. Entro, ‘Shhh.’ Bacio bagnato, mani su culo suo, sento plug vibrare dentro. ‘Toglimelo,’ ansima. Lo tiro piano, pop, esce lubrico. Fica mia gocciola sul pavimento. Mi piega sul tavolo, ‘Culo in aria, troia.’ Spinge cazzo in fica prima, slurp, pieno. ‘Sei strettissima.’ Pompa forte, palle sbattono.
‘Nel culo, dai.’ Lubrifica con mia saliva, testa contro buco. Entra lento, brucia, ‘Cazzo, sì!’ Riempie tutto, vibro ancora dentro? No, ma lui spinge come bestia. ‘Ti ho vista masturbarti, puttana.’ Mani su tette, pizzica capezzoli. Io gemo, ‘Più forte, inculami!’ Tavolo cigola, rischio che lei senta. Finestra aperta, quartiere dorme, ma un’ombra passa?
Acceleriamo, sudore cola, odore sesso e caffè. ‘Vengo!’ grida piano, sborra caldo in culo mio, fiotti. Io squirto, fica pulsa, gambe tremano. Crolliamo, ansimi. ‘Non dire niente,’ sussurra, plug in mano. Bacio, esco piano, balcone di nuovo.
Ora, ogni mattina, sguardi complici. Lui sorride, lei ignara. Quartiere cambiato: dietro facciate borghesi, cazzi duri e fiche bagnate. Segreto nostro, adrenalina eterna. Torno sul balcone, caffè pronto, aspetto prossimo spettacolo.