Abito in questo condominio da anni, a Roma, e adoro spiare i vicini. L’odore del caffè dal balcone, la luce fioca che filtra dalle persiane. L’altra sera, ero sul mio terrazzino, sigaretta in mano, quando vedo Luca, quello del piano di sotto. Alto, muscoloso, con quei capelli neri che gli cadono sugli occhi. Sta litigando con la moglie, urla soffocate. Lei esce sbattendo la porta. Lui resta lì, solo, si toglie la maglietta. Cazzo, che torso. Mi appoggio alla ringhiera, il cuore batte. Lui alza lo sguardo, mi vede. Sorrido, arrossisco un po’. Lui fa l’occhiolino. Porca puttana, l’adrénaline mi sale.

Il giorno dopo bussa alla mia porta. ‘Vero, mi fai una rasatura? La mia ex parrucchiera è una stronza.’ Rido. ‘Vieni, entriamo.’ Indosso solo la blouse bianca da lavoro, quella corta, bottoni a pressione. Nuda sotto, come sempre per i clienti speciali. Lo faccio sedere sul divano, apro la finestra. ‘Fa caldo, no?’ L’aria entra, con il rumore di un’auto che passa in strada. Prendo forbici e rasoio. Mi piego su di lui, il mio seno sfiora il suo viso. Sento il suo respiro accelerare. ‘Luca, stai fermo eh.’ Lui: ‘Difficile, con te così.’

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

La tenda dell’appartamento di fronte si muove piano. Qualcuno ci guarda, lo so. Maria, la vedova pettegola? O il tipo single del terzo piano? L’idea mi bagna. Continuo a rasare, le mie tette ballano libere nel décolleté. Luca allunga una mano, sfiora la mia coscia. ‘Cazzo, Vero, sei una bomba.’ Io esito: ‘Shh, ci vedono.’ Ma non mi fermo. Mi siedo sulle sue ginocchia, blouse aperta. Il suo cazzo è già duro contro i jeans. ‘Luca… la finestra…’ Lui: ‘Meglio, mi eccita.’ Bacio il suo collo, sudato, sa di uomo.

Non resisto. Strappo i bottoni della blouse, tette fuori, capezzoli duri. Lui mi palpa, forte. ‘Porca troia, quanto sei bagnata.’ Mi alzo, gli slaccio i pantaloni. Il suo uccello salta fuori, grosso, venoso. Lo prendo in mano, lo lecco dalla base alla cappella. Gemo: ‘Mmm, buono.’ Lui mi afferra i capelli: ‘Succhialo tutto, Vero.’ Lo ingoio, gola piena, bava che cola. Rumore di passi nel corridoio, qualcuno passa. Paura, eccitazione pura. Mi alzo, mi giro, gli offro il culo. ‘Scopami ora.’ Lui mi infila due dita nella fica, fradicia. ‘Sei una zoccola.’ Poi la sua cappella preme, entra di botto. ‘Aaaah! Sììì!’,

L’Esplosione di Desiderio sul Divano

Mi scopa duro, dal dietro, divano che cigola. Le mie tette sbattono, finestra aperta, luce del tramonto. ‘Se ci vedono… cazzo, vieni dentro!’ Lui accelera, palle che sbattono sul mio clito. Sento la tenda muoversi di nuovo, occhi su di noi. ‘Guardaci, stronzi!’ grido piano. Luca mi tappa la bocca: ‘Zitta, troia.’ Mi rigira, mi sbatte sul divano, gambe spalancate. Entra profondo, mi spacca. ‘La tua fica è strettissima.’ Gemo forte, unghie nella sua schiena. L’orgasmo arriva, tremo, squirto sul suo cazzo. Lui ruggisce, pompa, sborra dentro, caldo, tanto. ‘Prendila tutta!’

Cadiamo esausti, sudati. Chiudo la finestra, tenda immobile ora. Luca ride: ‘Cazzo, che scopata. Ora il condominio sa.’ Io: ‘Il nostro segreto.’ Ci rivestiamo, caffè sul balcone. Ogni volta che vedo Maria o gli altri, arrossisco. Il palazzo non è più lo stesso: pieno di segreti carnali, voyeur nascosti. E Luca? Torna domani. L’adrénaline continua.

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