Era un mattino di luglio, Roma bollente, afa che ti appiccica le lenzuola alla pelle. Dormivo nuda, tette all’aria, capezzoli duri per il caldo o chissà. Odo la porta aprirsi piano, quel clic familiare. Marco, il vicino del piano, ha la mia chiave per le emergenze – tipo annaffiare le piante sul balcone. Entra zitto, si siede sul bordo del letto. Sento i suoi occhi su di me, pesanti, che scivolano sulle mie curve. Respiro profondo, fingo un sogno, lascio scappare un sospiro piano. Spingo la coperta giù coi piedi, esponendo la mia fica pelosa, bruna e già un po’ umida.

Luce fioca filtra dalla finestra aperta sul cortile del condominio, odore di caffè dal mio balcone vicino. Una macchina passa in strada, rombo basso che copre il suo respiro accelerato. Lui si alza, si spoglia lento – lo immagino dal fruscio dei vestiti. Va in bagno, doccia veloce, acqua che scorre. Io mi giro a pancia sotto, gambe appena aperte, labbra della fica che si intravedono, gonfie. Ritorna, si asciuga di fretta, si siede di nuovo. La sua mano calda sull’interno coscia, effleura su, su… tocca le mie labbra umide. Emetto un gemito finto-sonno, allargo le cosce, invito.

Lo Sguardo Iniziale e la Tensione Vietata

Dito scivola dentro, piano, la fica fradicia lo accoglie. ‘Cazzo, sei bagnata’, mormora tra sé, eccitato. Sale al clito, cerchi lenti, io mi inarco, culo su. Lui ansima, si tocca la cazzo dura con l’altra mano – la sento gonfia, vicina. Veloce le dita, dentro e fuori la mia figa, sapore mio che lui lecca dalle dita. Basso borbottio: ‘Deliziosa…’. Finestra aperta, vicini potrebbero sentire, quel brivido mi fa colare di più. Paura che la signora del piano di sotto oda i schiocchi bagnati.

Si china, lingua sulla fica, lecca avido clito gonfio, succhia labbra, beve i miei umori che sgorgano. Mi contorco, ‘Mmmh…’, fingo dormita ma trepido. Dito dentro mentre lingua gira, orgasmo vicino – no, rallenta. Si tira su, io sempre immobile. Mi gira supina, tette gonfie, cosce aperte, fica spalancata e lucida di saliva e succo. Ricomincia leccate leggere sul clito, io sudo.

Il Piacere Esplosivo col Rischio dei Vicini

Si inginocchia vicino alla faccia, cazzo duro sfrega labbra mie. Sorriso fugge, ma sto ferma. Lui accelera dita sul clito, apro bocca in un gemito – glie lo prendo in bocca, calda e umida. ‘Brava puttana’, sussurra, pompa piano. Mano sua torna in fica, frulla clito veloce. Gemo forte, ‘Ahh… cazzo…’, lui spinge più a fondo in bocca. Vicini? Finestra spalancata, cortile silenzioso, solo un cane abbaia lontano. Paura e goduria, figa pulsa.

Orgasmo mi spacca, urlo col cazzo in gola, lui esplode – sborra caldo in bocca, sulle labbra, guance. Tiro fuori, continuo a gemere mentre lui mi munge il clito. ‘Sveglia, troia?’, ride piano. Apro occhi, sorriso malizioso. ‘Da un po’, bastardo’. Ci abbracciamo sudati, corpi appiccicati. Fuori, porta del condominio sbatte – qualcuno rientra? Non importa.

Ora ogni volta vedo Marco in cortile, occhi complici. La coproprietà ha un segreto sporco, la mia fica freme al pensiero. Chissà chi osserva noi ora.

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