Era una sera calda d’estate, sa di caffè sul balcone. Io, Isabella, in vestaglia leggera, guardo di fronte. L’appartamento del vicino Luca, luce tamisée. Il sipario si muove appena, e… cazzo, lei è nuda sul letto. Braccia legate dietro con una sciarpa rossa. Lui le lega i piedi agli angoli, piano, delicato ma fermo. Io trattengo il fiato. Un’auto passa in strada, rumore lontano. Il mio cuore batte forte. La vedo gemere, e lui… le infila le dita tra le cosce. Emetto un ‘oh’ piano. Mi bagno subito.

Da quel giorno, ogni sera spio. Luca, quel figo alto con occhi scuri, la lega sempre. Sciarpa che stringe le tette, le entra nella fica. Io mi tocco piano, balcone all’aperto, rischio che qualcuno mi veda dal basso. Una notte, lui alza lo sguardo. Mi vede lì, mano tra le gambe. Sorride, malizioso. Io arrossisco, ma non mi muovo. Lui continua, la scopa forte mentre fissa me. La tensione sale, proibita, così vicina. Domani? Bussa alla mia porta.

Lo Sguardo Proibito dalla Finestra

‘Buonasera Isabella, ho visto che ti piace lo spettacolo.’ Entra, profumo di uomo, sudore fresco. ‘Voglio legarti io.’ Non dico no. Mi spinge sul letto, sciarpa nera dalla sua tasca. ‘Spogliati.’ Tremo, tette fuori, mutande giù. Lega braccia dietro, stringe i polsi. ‘Ahi… piano.’ Ma mi eccita. Piedi divaricati, legati al letto. ‘Guardami la fica bagnata?’ Sì, gocciola. Mi bacia il collo, morde capezzoli duri. ‘Sei una troia voyeur.’ Le sue dita entrano, due, tre, mi fotte la figa fradicia. Grido piano, ‘Shh, mia sorella al piano di sopra.’ Paura delusa, adrenalina pura.

L’Esplosione di Desiderio e Paura

Mi gira, culo in aria. ‘Ora il mio cazzo.’ Lo sento duro contro. Entra piano, poi spinge forte, mi riempie tutta. ‘Cazzo, che stretta con i legami.’ Pompa, sciarpa che sfrega clitoride. Io urlo, ‘Più forte, scopami!’ Sudore cola, letti che sbattono. Finestra aperta, luce da balconi vicini. ‘Se ci vedono?’ ‘Meglio, figa.’ Mi sbatte senza pietà, palle che schiaffeggiano. Vengo, squirto sul letto, ‘Aaaah Luca!’ Lui accelera, ‘Prendo la tua fica.’ Sborra dentro, caldo, profondo. Ansima, ‘Sei la migliore vicina.’

Ci stacchiamo lenti. Mi slega, baci leggeri. ‘Non dire niente.’ Esco sul balcone, lui va. Ora ogni luce accesa nel palazzo mi fa fremere. Quel segreto carnale ha cambiato tutto. I vicini? Non più anonimi. Ogni sipario mosso è una promessa sporca.

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