Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. La sera calava piano, una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano i muri. L’appartamento di fronte, luce tamisée, rideau che si muove appena. Sergio, il vicino, alto, muscoloso, con quella barba incolta. Lo vedo alla finestra, camicia aperta, sudato. Sta solo? No, entra lei, Olimpia, la moglie. Si baciano, mani che scivolano. Io… non riesco a staccare gli occhi. Il cuore mi batte forte, fica già umida.
Mi appoggio alla ringhiera, balcone di fianco al loro. Lui mi nota? Sguardo che incrocia il mio. Sorride, malizioso. ‘Buonasera, Sofia’, grida piano. Io arrossisco, ma non mi ritiro. ‘Caldo stasera, eh?’, dico io, voce tremante. Olimpia ride, lo tira via, ma lui resta lì, occhi fissi su di me. Sento l’adrenalina, proibito, così vicino. Ogni notte uguale: li spio, loro danzano nudi, lei in ginocchio che lo succhia. Io mi tocco piano, sotto la gonna, immaginando.
Lo sguardo che accende il fuoco proibito
Tension cresce. Una sera, lui solo. Finestra aperta, si versa un drink. Io indosso solo una camicia leggera, capezzoli duri. ‘Vieni a berci uno?’, mi fa l’occhiolino. Esito. ‘E tua moglie?’. ‘Fuori’. Cuore in gola, scendo, busso. Entra, profumo di colonia, sudore. ‘Ti ho vista, sai? Che guardi’. Arrossisco. ‘Anche tu mi guardi’. Mi attira, labbra sulle mie, lingua dentro. Mani sul culo, mi stringe. ‘Cazzo, sei bagnata’. Sì, lo sono.
Mi sbatte contro il muro, cucina buia. Gonna su, mutande giù. Dita nella fica, ‘Sei fradicia, troia’. Geme. Io: ‘Shh, i vicini…’. Ma eccita di più. Lo tiro giù, pantaloni aperti, cazzo grosso, venoso, duro come ferro. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. ‘Brava, leccalo tutto’. Gola profonda, lui ansima, mano nei capelli. Poi mi gira, figa esposta. ‘Ti fotto ora’. Entra di colpo, grosso, mi riempie. ‘Ahhh, sììì!’. Spinge forte, pacche sul culo. ‘Più forte, Sergio!’. Tavolo trema, bottiglie cadono.
L’esplosione di piacere crudo e rischioso
‘Portami sul balcone’, ansimo. Paura, eccitazione. Fuori, notte fresca, luci accese di sotto. Mi piega sulla ringhiera, cazzo dentro di nuovo. ‘Se ci vedono…’. ‘Meglio, fammi vedere quanto sei puttana’. Pompa selvaggio, palle che sbattono. Io urlo piano, ‘Sto venendo!’. Fica contrae, squirto sul pavimento. Lui accelera, ‘Prendo il culo?’. ‘Sì, fottimi il culo!’. Lubrifica con saliva, entra piano, poi forte. Dolore piacere, ‘Cazzo, spacca!’. Geme, ‘Ti riempio’. Sborra dentro, caldo, tanto. Io tremo, orgasmo multiplo.
Ci ritirammo dentro, sudati, ansimanti. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. Bacio ultimo, torna dentro. Io rientro, gambe molli, fica che gocciola. Ora ogni finestra brilla diversa. Quel rideau mosso? Chi guarda? Sergio passa, occhi complici. Il vicinato non è più lo stesso. Segreto carnale, brivido eterno. Adrenalina che non svanisce. Voglio di più.